Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 1 giu – Alberto Zangrillo tira dritto e ribadisce: “Il coronavirus clinicamente non esiste più”. Il direttore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell’ospedale San Raffaele di Milano, non si mostra insomma per nulla intimorito dagli attacchi incrociati nei suoi confronti. Nelle ultime ore, come abbiamo riportato su questo giornale, non sono mancate le critiche a Zangrillo che a sua volta ha replicato duramente, smentendo tra l’altro gli esperti del governo: “Sono tre mesi – ha dichiarato Zangrillo – che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero. Siamo passati da Borrelli a Brusaferro e tutti questi cos’è che hanno portato? A bloccare l’Italia, mentre noi lavoravamo”.

“Triste che la verità divida gli scienziati”

Adesso il medico del San Raffaele, interpellato da Adnkronos, rincara la dose: “E’ veramente strano constatare che la verità porti alla contrapposizione tra scienziati. Questo non è bello per chi ci ascolta. Ho dichiarato, e lo ripeto, che ‘il virus è clinicamente inesistente’. Non ho mai affermato che il virus è mutato, e soprattutto ho visto con i miei occhi le drammatiche conseguenze dell’epidemia nella sua fase acuta”. Inutile dire che queste parole scateneranno l’ennesima bufera sull’argomento e Zangrillo rischia ancora dure critiche. Eppure il direttore dell’Unità di rianimazione del San Raffaele non demorde: “La mia dichiarazione nasce dall’osservazione clinica, dal confronto con la direzione scientifica e la componente clinica multidisciplinare della mia università di appartenenza”, dice Zangrillo. “Detto ciò – precisa il medico – appoggio tutte le raccomandazioni di buonsenso che, se eseguite, risulteranno decisive per liberarci per sempre da questo incubo”.

E’ senz’altro triste, come affermato da Zangrillo, che la comunità scientifica sia così divisa e sforni analisi antinomiche sul coronavirus. Ma è al contempo incredibile che si prenda di mira un medico che semplicemente compie una valutazione clinica, senza entrare nel merito dell’eventuale mutazione del virus. Quest’ultima difatti non è stata affatto rilevata da Zangrillo, dunque è assurdo attaccarlo per ciò che non ha detto. Nel frattempo è abbastanza palese che i cittadini italiani si ritrovino di fronte a versioni diverse, presentate da chi dovrebbe fare chiarezza e non generare confusione.

Alessandro Della Guglia

9 Commenti

  1. o nun capisce lui … qualcuno e’ sicuramente ignorante e deficente e che deve tornare a studiare uno dei due sbaglia di sicuro.

Commenta