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Roma, 28 mag – Prima adottano un bambino cinese affetto da autismo, rendendolo protagonista di numerosi video pubblicati sul loro account YouTube seguito da 700mila follower. Poi, quando si rendono conto che il bimbo ha bisogno di cure e attenzioni costanti, che la vita con una persona autistica è totalizzante e richiede enorme coinvolgimento e sacrificio, decidono di sbarazzarsene e lo ridanno in adozione, perché «non preparati». E’ finita così sotto accusa la coppia di influencer formata da Myka Stauffer e suo marito James, che in questi giorni si trova sotto il tiro incrociato degli utenti social, inferociti dalla decisione presa dai due. I quali, una volta svegliati dall’ubriacatura di «mi piace» iniziali, hanno infine compreso di doversi occupare di un bambino con bisogni speciali, e non di un acchiappa-like inanimato, per tutto il resto della loro vita. E lo hanno riportato indietro, come si fa con un cucciolo di labrador preso al negozio di animali perché abbaia troppo o fa la pipì sul tappeto.

I due, che hanno altri 4 figli biologici, avevano deciso di adottare Huxley, bambino cinese affetto da autismo, quando il piccolo aveva circa un anno. Gli (ora ex) genitori adottivi avevano documentato in ogni minimo particolare il suo ingresso nella sua nuova famiglia, postandolo – ovviamente – su YouTube e sul profilo Instagram della donna. Fino al momento in cui i due hanno comunicato al mondo social la decisione di dare nuovamente in adozione il piccolo. E sono stati letteralmente fatti a pezzi dagli utenti delle piattaforme: «Vi siete sbarazzati di lui come fosse un prodotto, lo avete fatto solo per business» è uno dei tanti commenti rivolti alla coppia, che ha poi girato un video per tentare di giustificare la scelta. «Non abbiamo adottato Huxley per condividerlo pubblicamente. Mostravamo solo il 5% della nostra vita con lui, le restanti lotte rimanevano private» afferma, in lacrime, la Stauffer che ha affermato di sentirsi «un fallimento come mamma». Del resto il piccolo Huxley «Aveva molte esigenze di cui non eravamo a conoscenza» aggiunge James. Nessuno dei due, evidentemente, aveva pensato di informarsi su bisogni e le problematiche legate alla convivenza con un bambino affetto da autismo prima di accoglierne uno nella propria famiglia.

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Verrebbe da dire, con un cinismo soltanto apparente, meno male che non l’hanno abbandonato in autostrada come si è adusi fare agli animali non più graditi. Il punto è che il nuovo moralismo buonista trendy risciacqua-crea-coscienza fittizia continua a coniugare l’attenzione al prossimo con l’esaudire i propri desideri e sogni (aberrante, poiché implicitamente prevede l’esistenza perpetua di bisognosi e sventurati, il prendersi cura dei quali componga la nostra felicità); i sogni invece sarebbe meglio farli soltanto mentre si dorme: in fase di veglia occorre rammentare che il prendersi cura del prossimo non richieda affatto la propria autogratificazione, bensì senso civico e soprattutto quel senso del dovere umano interiore, il quale non solo non può essere imposto né per legge né per facile “morale” fine a se stessa, ma nemmeno ha alcunché a che fare coi propri scombinati ed eccitati desideri epidermici.