Roma, 15 dic – Qualche mela marcia non farà un paniere avariato. Ma 60 eurodeputati corrotti, in gran parte di centro e di sinistra, fanno un’internazionale cattosocialista a libro paga di Qatar e Marocco. Sì perché se fosse confermato quanto riportato dai media greci, il Qatargate non sarebbe semplicemente un mini terremoto politico che sta sconquassando le istituzioni europee, sarebbe uno tsunami in grado di scoperchiare un vaso di Pandora raccapricciante. Gli inquirenti del Belgio avrebbero infatti nel mirino decine di europarlamentari, per lo più appartenenti al gruppo Socialisti & Democratici, al Partito Popolare Europeo e a vari partiti di sinistra. Un vaso che appare peraltro senza fondo, con un’inchiesta che si allarga di giorno in giorno e assume i contorni di una sconvolgente spy story.

“Ci sono 60 eurodeputati coinvolti”: al servizio di Qatar e Marocco?

Il Qatargate sta insomma facendo crollare il castello di sabbia costruito dal mondo dei buoni, prestigiatori senza scrupoli che ci fanno la morale a suon di Ong e iniziative propagandistiche colme di fuffa. Un’inchiesta scioccante che rischia oltretutto di affossare l’intero Parlamento Ue. E forse non è più semplicemente un Qatargate, perché adesso sono spuntati pure i servizi segreti del Marocco e si vocifera di altri “cinque Paesi coinvolti”.

Una bomba che arriva direttamente da Francesco Giorgi, compagno dell’ormai ex vicepresidente dell’Europarlamento Eva Kaili, che ha confessato di gestire i contanti della cricca. Giorgi avrebbe rivelato inoltre di aver fatto parte di una organizzazione utilizzata dal Marocco e dal Qatar al fine di interferire e condizionare gli affari europei. Lo stesso Giorgi avrebbe inoltre detto di sospettare che Andrea Cozzolino e Marc Tarabella, entrambi europarlamentari del gruppo socialista, avrebbero preso mazzette tramite Antonio Panzeri. In tutto questo il Marocco sarebbe coinvolto tramite i suoi servizi segreti di informazione esterna: la Dged. In pratica, stando ai documenti consultati dal quotidiano Le Soir e da Repubblica, Panzeri, Cozzolino e Giorgi sarebbero stati in contatto con le spie marocchine e con Abderrahim Atmoun, ambasciatore del Marocco in Polonia.

Eugenio Palazzini

 

 

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2 Commenti

  1. La storia ci insegna che quando partono indagini di corruzione a livello politico si espandono a ratei esponenziali anche definendo regimi di sistema, vedi “mani pulite” e le storiche dichiarazioni di Bettino Craxi in tribunale. Non escluderei che possano venire alla luce sistemi corruttivi generalizzati e ramificazioni negli stati nazionali.
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