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Iran ed HezbollahRoma, 18 mar – C’era una volte “l’Asse del Male”, che aveva in Teheran il suo principale snodo. Ora, invece, Iran ed Hezbollah non rappresentano una minaccia per gli Stati Uniti. Lo sostiene il rapporto annuale sulla sicurezza pubblicato dal direttore dell’intelligence americana, James Clapper.

L’Iran era stato inserito nella lista nel 2011, 2012 e 2013, mentre nel 2014 e quest’anno non appare tra le minacce. Inoltre Teheran è stata elogiata per i suoi sforzi “nell’attenuare le divisioni settarie, costruire sensibili alleanze e diminuire le tensioni con l’Arabia saudita“. Tuttavia l’Iran è citato come minaccia in Medio Oriente e in eventuali cyber-attacchi.

Hezbollah, gruppo militante e partito politico libanese, invece è uscito dal radar di Washington solo quest’anno. Secondo Max Abrahms del Council of Foreign Relations, gli Stati Uniti potrebbero allentare le pressioni nei confronti di Teheran in cambio di un aiuto nel controterrorismo. “Il mondo è cambiato – ha detto Abrahms a Newsweek – la minaccia sunnita è peggiorata, lo Stato islamico è molto più pericoloso di al Qaida e gli iraniani sono diventati molto importanti nell’aiutarci nella lotta contro l’Isis“.

Un altro tema che potrebbe aver spinto Washington ad allentare la presa sullo stato sciita è l’accordo sul nucleare che proprio nelle prossime due settimane entra nelle fasi più importanti. Entro la fine del mese scadrà la deadline per la firma di un’intesa. La nuova linea americana segna quindi una svolta. Disgelo reale o regalo avvelenato?

Roberto Derta

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