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balad 3-2Baghdad, 8 lug – Nella tarda serata di ieri, a seguito delle celebrazioni per la festa dell’Eid al-Fitr che secondo il calendario islamico segna la fine del mese di Ramadan, un commando dell’Isis ha attaccato i fedeli raccolti in preghiera attorno al mausoleo sciita di Sayyid Muhammad bin Ali al-Hadi, nella città di Balad, a 80 km circa dalla capitale irachena.



Dopo un primo momento caratterizzato da colpi di mortaio contro il luogo di culto, all’una di notte un commando terroristico ha fatto il suo ingresso nel mausoleo, sparando all’impazzata sulla folla. Due sono state le esplosioni che hanno coinvolto i civili: un primo kamikaze si è fatto esplodere all’interno del luogo sacro sciita, il secondo ha agito quasi in contemporanea al primo nel mercato adiacente il mausoleo. Un terzo attentatore suicida sarebbe stato pronto a colpire la folla, se non si fosse verificato l’intervento decisivo della Brigata della Pace, milizia sciita filo iraniana schierata dall’imam Moqtada al-Sadr a difesa della zona colpita: kamikaze ucciso e la sua cintura esplosiva disinnescata.

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La stima dei civili rimasti senza vita nel corso di quest’ultimo attentato che ha colpito l’Iraq è di circa 35 persone, 60 i feriti. È stato versato ancora sangue innocente da parte di questo paese che soltanto domenica scorsa aveva vissuto l’inferno di un assalto di stampo fondamentalista che ha ucciso circa 300 persone e ferito 200, a Baghdad, nel quartiere sciita di Karrada, a seguito dell’esplosione di un camion-bomba contenente esplosivo militare, gasolio e fertilizzante. Si è trattato del più grave attacco terroristico in Iraq negli ultimi 13 anni. L’acuirsi di questi episodi, secondo alcuni analisti, sarebbe causato dalla recente riconquista di Falluja, considerata fino a pochi giorni fa una delle roccaforti dello Stato Islamico nell’Iraq.

Ada Oppedisano

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