Roma, 12 gen – Pochi giorni dopo il primo anniversario dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, arriva un’importante rivelazione: “Soleimani era con i cristiani quando invece l’amministrazione americana li aveva abbandonati”. A dirlo è Ryan Chaldean, politico molto carismatico e comandante delle Brigate Babilonesi – brigate cristiane parte delle Unità di mobilitazione popolare irachene – in una recente intervista, pubblicata in arabo sul suo profilo Twitter.



“Soleimani ci ha chiesto di proteggere i cristiani”

Nel video il comandante delle Brigate Babilonesi ha poi dichiarato che i due martiri, il generale iraniano Qassem Soleimani e il generale iracheno Abu Mahdi al-Muhandis, hanno contribuito ad armare e addestrare i cristiani iracheni a difendere le loro terre e le loro case. “Soleimani non ci ha chiesto di fare nulla – ha evidenziato nel suo discorso Ryan Chaldean – Ci ha chiesto però una cosa: proteggere i cristiani, proteggere i musulmani, preservare Ninive e la pianura di Ninive“. Ninive è una delle più famose  e antiche città irachene, capitale del regno assiro sita vicina a Mosul sulla riva sinistra del Tigri, nel nord della Mesopotamia. Nel 2015 l’antica città venne in parte distrutta e trafugata dai suoi reperti, ler mano dell’odio iconoclasta dell’Isis. Anche grazie alla protezione delle Brigate Babilonesi, dal 2019 Ninive ospita una missione archeologica italo-irachena diretta dal prof. Nicolò Marchetti dell’Università di Bologna.

Iraq, le Brigate Babilonesi e le sanzioni Usa

Nel corso della sua intervista infatti, Ryan Chaldean ha poi confermato che il martire Abu Mahdi al-Muhandis “è stato colui che ha costituito le Brigate Babilonesi per combattere contro l’Isis e liberare le nostre regioni”. La formazione militare babilonese in seguito è diventata la 50° brigata all’interno delle forze di mobilitazione popolare. Per quanto concerne l’inserimento delle Brigate Babilonesi nell’elenco delle sanzioni statunitensi, nel suo video Chaldean ha rivelato che ciò è avvenuto dopo aver rifiutato di ritirarsi dalla mobilitazione popolare e dall’asse della resistenza, ribadendo di essere orgoglioso delle sanzioni ricevute dagli USA nei confronti di chi “porta le armi solo per difendere la propria terra e la sua componente cristiana”.

Andrea Bonazza 

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2 Commenti

  1. Andrea Bonazza, il sottoscritto e penso tanti altri non hanno gli strumenti per capire veramente l’ accaduto su una terra, come quella irachena, sulla quale è successo di tutto e il contrario di tutto. Certo è che qualsiasi difensore anti-ateo, di qualsiasi fede, rispetta il sacro, il divino sentire di chiunque per opporsi ad una vita avvilente, fondamentalmente passiva e priva di qualsiasi ideale e capacità superiore. Rigiriamo sempre la terra tra le mani e dove siamo arrivati?! Alla spazzatura ingestibile. La fisica è ancora molto lontana dalla forza della preghiera, del credo e della trascendenza.
    Se l’ Alto è stata la vera spinta del operato di Q.Soleimani e altri soggetti iracheni, onore a loro.
    Guai però a chi gioca sui sentimenti, o peggio sullo spirito!! Penso sia bene ricordarcelo spesso.

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