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Roma, 17 ott – Ancora tensione tra Israele e Siria. Tutto è accaduto ieri. “La difesa aerea siriana – spiega un comunicato diffuso dall’agenzia stampa nazionale dello Stato di Assad – ha risposto a una violazione israeliana dello spazio aereo vicino al confine libanese, costringendo gli aerei da guerra del nemico a ritirarsi”. Secondo l’esercito israeliano, infatti, “alle 8: 51 del mattino di lunedì, aerei da guerra israeliani hanno violato lo spazio aereo della Siria, al confine con il Libano nella zona di Baalbek”. A quel punto, continua il comunicato, “la nostra difesa aerea ha risposto e ha colpito uno dei jet, costringendo il nemico a ritirarsi”. Per reazione, poco dopo le 11.30 Israele ha sparato un certo numero di missili contro la Siria, che ha colpito una postazione dell’esercito poco fuori Damasco. Un portavoce dell’esercito israeliano, Avichai Adrai, dal canto sui, ha confermato la notizia di un attacco da parte dell’aviazione di Tel Aviv su “una batteria della difesa aerea nel sito di Ramadan, 50 chilometri a est di Damasco”.

Secondo Israele il raid è la risposta “al lancio di un missile terra-aria di tipo SA-5 contro un aereo dell’aviazione che effettuava stamani una normale ricognizione nello spazio aereo libanese”. Adrai ha attribuito “al regime siriano la responsabilità di qualsiasi attacco dal territorio siriano contro le nostre forze. Consideriamo il lancio di un missile contro i nostri aerei alla stregua di una provocazione siriana”. Si tratta dell’ultimo di una serie di raid compiuti negli anni dai jet israeliani sulla Siria. Il raid contro la batteria anti-aerea è stato compiuto dopo che Israele “ha avvertito la Russia”. Mosca dispone in Siria di potenti batterie anti-aeree S-400 che puntano il bersaglio quando un aereo non identificato entra nello spazio aereo di Damasco.

Giuliano Lebelli

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