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Roma, 28 giu – Nel corso degli ultimi giorni si è verificato un curioso battibecco a distanza fra la cancelliera Angela Merkel ed il presidente Giuseppe Conte, attorno a cui si è riacceso il dibattito sui provvedimenti ideati dall’Ue nel corso delle numerose teleconferenze del periodo di lockdown. L’argomento principale è il famigerato Mes, pre-approvato dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri durante un Eurogruppo di aprile, per poi essere definitivamente varato da Conte insieme agli altri premier europei; a seguito delle pesanti polemiche di una grossa fetta della popolazione, tuttavia, il presidente del Consiglio ha convintamente affermato di non voler attivare il Mes, preferendo un’eventuale formula che prevedesse la mutualizzazione del debito.

I “consigli” della solita Merkel

Angela Merkel ha affidato a diversi quotidiani europei i suoi consigli alla nostra Nazione, specificando che la – presunta – solidarietà europea nei confronti di coloro che maggiormente hanno patito la pandemia di Covid-19 è, in realtà, importante per la stessa Germania, infatti “è nell’interesse tedesco avere un forte mercato interno e che l’Unione europea cresca insieme e non si sfaldi”. Le parole della cancelliera sono chiarissime, ed il rimando all’utilizzo del Mes è costante; oltre ad invitare apertamente il premier Conte ad utilizzarlo, infatti, rincara la dose, specificando che il Meccanismo Europeo di Stabilità è “uno strumento che può essere usato da tutti”, infatti “non lo abbiamo attivato perché rimanga inutilizzato”.

Solidarietà o tornaconto?

I vagheggiamenti degli europeisti su quanto fosse solidale l’Europa del Mes “light” si sono susseguiti per settimane; i burocrati dell’Unione sono stati abilissimi a spacciare il Meccanismo di Stabilità per un qualcosa di nuovo, inedito e solidale, come se la semplice affissione della parola inglese “leggero” cancellasse ogni singolo retroscena.

La realtà, però, è molto diversa dalla fantasia. L’assenza di condizionalità durante la pandemia – decantata quotidianamente dai megafoni europeisti – si scontra fragorosamente con una delle premesse del regolamento 472 del 2013, in cui si spiegano, nel dettaglio, le modalità con le quali avviene il controllo serrato nei confronti degli utilizzatori del Mes.

Le parole di Angela Merkel, pronunciate come dolci consigli ad un alleato europeo, sono in realtà vere e proprie esortazioni ad utilizzare uno strumento che sarà poi in grado di controllare e manipolare la nostra spesa pubblica, nonché la vita quotidiana di tutti gli italiani; in seguito ad un eventuale utilizzo del Mes, a pandemia conclusa, la Commissione europea potrà usare la sua autorità per chiedere ad una Nazione di rispettare le regole del Patto di stabilità e crescita. Appare chiaro, quindi, come il Mes “light” non sia altro che il solito Meccanismo Europeo di Stabilità; lo strumento che l’Ue ha confezionato per noi – mascherato da enorme gesto di solidarietà della macchina europea – nasconde la stessa Troika che ha messo in ginocchio la Grecia.

Giacomo Garuti

3 Commenti

  1. Sono andato a vedere il link del regolamento mensionato nell’articolo, è talmente una caterba di vincoli e condizioni che anche puntando il dito a caso trovi una scusa per la troika.

  2. Caxxo, il mes andrebbe preso al volo, basta un testo di prima ragioneria per capirlo.
    Ti danno soldi che al netto dell’inflazione sono a tasso negativo, ma scoccia che i prestatori possano controllare che il loro NON guadagno non si tramuti in una perdita secca? Che tempi, contessa!

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