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Bruxelles, 1 giu – “Gli italiani devono lavorare di più, essere meno corrotti e smettere di incolpare l’Ue per tutti i problemi dell’Italia“. Sono parole che hanno scatenato una bufera, al pari del caso Oettinger, quelle del presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker. Almeno questo è quanto è stato riportato dalle agenzie di stampa e dal quotidiano inglese The Guardian, che per primo ha titolato sulle parole di Junker. Anche Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, ha chiesto a Juncker di smentire le frasi “che gli vengono attribuite, perché se fossero vere sarebbero inaccettabili”.
Stando a quanto Bruxelles si è affrettata a precisare, però, Juncker non avrebbe detto proprio quello che è stato riferito e le sue parole sarebbero state decontestualizzate dal cronista del Guardian che le ha riportate. Una nota della Commissione ha puntualizzato che Juncker “si riferiva ai problemi strutturali delle regioni del sud Italia, dove l’Ue ha fatto molto per mobilitare i finanziamenti dell’Ue per spronare crescita e posti di lavoro”.
Il web l’ha presa un po’ a ridere, ironizzando sulla passione di Juncker per la bottiglia, che spesso lo ha reso protagonista di molte gaffe diplomatiche. Un po’ meno bene sono state prese dal leader della Lega Matteo Salvini che ha così commentato: “Italiani corrotti e fannulloni? Parole vergognose e razziste, col prossimo governo vedremo di fare rispettare i diritti e la dignità di 60 milioni di italiani che dall’Europa si aspettano collaborazione e non insulti”.
La parole del Presidente della Commissione Europea saranno anche state travisate, però solo il giorno prima lo stesso Juncker da Strasburgo, di fronte alla sessione plenaria del Parlamento Europeo, aveva lanciato un appello generale contro i populismi di ogni colore. “Entro un anno gli europei avranno votato per un nuovo parlamento europeo di cui nessuno conoscerà la composizione e che sarà differente da quella attuale, cosa che mi fa nutrire qualche inquietudine” ha dichiarato esortando tutti a impegnarsi “in una sorta di contratto contro il populismo galoppante che possiamo vedere in Europa e in tutti i Paesi”.
Anna Pedri

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2 Commenti

  1. non c’è un Paese d’Europa che non abbia vigorosamente sterzato a Destra – Italia compresa – e questo Ciunker si preoccupa della composizione del prossimo parlamento europeo:
    un pò come preoccuparsi all’alba del Novembre del 1989 della futura produzione della Trabant in una DDR che crollava assieme al Muro di Berlino. Queste persone sono così fuori dal mondo che il loro preteso “alcolismo” rimane davvero la più onorevole delle spiegazioni.

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