Federica Mogherini

Bruxelles, 19 feb – Niente da fare per la “Lady-esteri” made in Italy, il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha nominato Michel Barnier consigliere speciale per la politica europea di sicurezza e di difesa. Federiga Mogherini, attuale Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, vede di fatto moncato il suo ruolo con l’assegnazione delle due deleghe a Barnier, al quale è attribuito un ruolo mai statuito in precedenza.

Juncker motiva così la sua decisione: “All’entrata in carica dell’attuale Commissione abbiamo dichiarato che l’Europa avrebbe dovuto essere resa più forte in termini di sicurezza e difesa. Certo, l’Europa ha principalmente un potere di persuasione, ma a lungo andare anche il potere di persuasione più forte ha bisogno di un minimo di capacità di difesa integrate. Grazie alla vasta esperienza maturata nel settore della sicurezza e della difesa, Michel Barnier è la persona giusta per consigliare sia me sia l’Alta rappresentante Federica Mogherini su queste materie così importanti per il futuro dell’Europa”.

Di fatto equivale a dire che la Commissione dichiara assolutamente incompetente Mrs. Pesc. La perenne propensione della Mogherini al dialogo democratico da bar e all’accomodamento delle questioni più spinose, con una tendenza al prediligere solo conclusioni aleatorie, non devono essere piaciute a Juncker che con la nomina di Barnier non si scomoda neanche a celare le sue convinzioni. Michel Barnier più che un fidato consigliere è l’immagine totalmente opposta alla figura dell’attuale Alto Rappresentante. Ministro degli Esteri e Commissario Ue per due interi mandati, agli Affari regionali prima, e al Mercato interno poi. Barnier, come Juncker appartiene al Ppe, la cui confessione conservatrice e maggiormente destroide contrasta nettamente con le sfumature socialdemocratiche e laburiste del Pse, da cui la Mogherini proviene.

Nessuna competenza specifica in materia di difesa per Barnier, nonostante l’attività come ministro degli Esteri, il che avvalora la decisione di commissionare di fatto l’attività della Mogherini. I segnali di disapprovazione delle sue attitudini tiepide in ambito internazionale erano già emersi con la decisione di escluderla dal negoziato 5+1 sul nucleare iraniano, nel quale la rappresentanza Ue è proseguita sotto l’egida di Catherine Ashton, che l’ha preceduta nel ruolo di Lady Pesc. Sembra che “spodestata” sia la parola più adatta per l’attività politica della Lady-esteri nostrana.

Con un ministero degli Affari esteri sfumato in Italia e un ruolo europeo pressoché ridicolo, le scelte governative e istituzionali nazionali e internazionali sembrano averla relegata in un limbo, in cui ai titoli non corrisponde altrettanta libertà di azione. E’ inoltre indicativo che la nomina di Barnier sia successiva ai fatti in Libia e sia ricaduta su un francese, per allontanare nuovamente lo spettro di un’Italia con interessi strategici nell’area – soprattutto in termini di sicurezza – ma sempre più claudicante.

La Mogherini, che non ha mostrato un minimo di capacità di esporsi neppure riguardo alla questione imbarazzante dei Marò, rimane intrappolata tra qualche nozione universitaria di tutela dei diritti umani e la velleità di un inglese parlato bene.
Nei suoi interventi oltre l’estetica di un’apparenza fallace si ravvisa il vuoto di un’Italia che in termini di qualità e autorità allo stato attuale ha ben poco da offrire.

Melania Fiori

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