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india pakistanNuova Delhi, 30 set – La situazione nella regione contesa del Kashmir sembra precipitare: dopo le dure reazioni dell’India e le accuse del Pakistan all’Onu che si sono avute la settimana scorsa in seguito all’attentato terroristico ad una caserma dell’Esercito Indiano nella città di Uri, non lontano dalla linea di demarcazione che separa il Kashmir indiano da quello pakistano, avvenuto domenica 18 settembre, il governo di Nuova Delhi nella mattinata di ieri ha lanciato “attacchi chirurgici” contro sospetti militanti lungo il confine de facto con il Pakistan nel Kashmir.

Secondo quanto riporta un alto ufficiale dell’Esercito Indiano, l’operazione è stata eseguita per prevenire ulteriori attacchi da parte dei militanti basati nella zona pakistana della regione: “C’è stato un numero significativo di vittime tra i terroristi e tra coloro che cercano di dar loro supporto”. Pronta la replica del governo di Islamabad che nega ci siano stati attacchi e riferisce solamente di uno scontro di mortai oltreconfine in cui due soldati pakistani sarebbero stati uccisi: “La definizione di attacchi chirurgici in merito alle presunte basi di terroristi è una illusione deliberatamente generata dall’India per creare un falso effetto” ha sostenuto un portavoce dell’Esercito Pakistano. La situazione, come spesso accade in situazioni come queste, è confusa: Islamabad sostiene che i suoi soldati siano morti durante scontri a fuoco lungo la “Line of Control” che separa i due Stati dal 1971 e di avere catturato un soldato indiano in un villaggio nel settore di Goi che avrebbe “inavvertitamente” attraversato il confine, mai riconosciuto e accettato da entrambe le nazioni peraltro, e contestualmente parla di “una nuda e non provocata aggressione delle forze indiane” e che le sue forze militari sono capaci di vanificare ogni tentativo di minare la sovranità del Pakistan sulla regione, come afferma il Primo Ministro Nawaz Sharif. Fonti indiane invece riportano come gli “attacchi chirurgici” siano stati condotti da elicotteri e truppe di terra che avrebbero colpito alcuni “trampolini di lancio” dei terroristi nella porzione di Kashmir sotto controllo pakistano, sebbene il Direttore Generale delle Operazioni Militari, Ten. Gen. Ranbir Singh, si sia limitato a dire in un comunicato stampa che “Basandoci su specifici e credibili informazioni che alcune squadre di terroristi si sono posizionate nei pressi della Line of Control per condurre infiltrazioni e attacchi terroristici nelle zone di Jammu e Kashmir, l’Esercito Indiano ha condotto parecchi attacchi chirurgici contro diversi trampolini di lancio dei terroristi per prevenire ulteriori infiltrazioni”. Dichiarazioni alquanto sibilline che non fanno capire se effettivamente ci sia stato uno sconfinamento di truppe armate in territorio pakistano, fatto che comporterebbe una grave violazione degli accordi di pace e darebbe adito ad un’ulteriore escalation militare nell’area.

Nel frattempo, è notizia di oggi, gli abitanti dei villaggi del Punjab indiano che si trovano a ridosso del confine con il Pakistan sono in corso di essere evacuati per paura di una ritorsione del governo di Islamabad, sebbene non sia chiaro se ci sia stato o meno un ordine ufficiale delle autorità. Secondo alcuni analisti l’India ha in precedenza condotto attacchi più seri senza suscitare un’escalation delle ostilità, ma la situazione nel Kashmir e lungo tutto il confine indo-pakistano resta molto tesa.

Paolo Mauri  

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