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Roma, 4 ott – Come tante altre nazioni africanie, anche il Kenya sta puntando sul turismo per sviluppare la propria economia. Questo non deve sorprendere visto che l’afflusso di turisti, oltre a portare introiti in valuta pregiata, crea anche un discreto numero di posti di lavoro. Nel 2020 la pandemia ha tuttavia fatto crollare l’afflusso di visitatori stranieri, causando danni economici ingenti all’intero comparto. Solo adesso il settore sembra aver agganciato una qualche ripresa, grazie sia ai flussi interni sia a quelli provenienti dai Paesi vicini.



Così il Kenya promuove il turismo

Obiettivo del governo è quello di incrementare l’arrivo di turisti stranieri. Secondo le previsioni di Nairobi la situazione non tornerà alla normalità prima del 2024: un tempo di attesa troppo lungo, da cui nasce un particolare attivismo per incentivare il loro arrivo. Promuovendo, tra le altre cose, il turismo in Kenya direttamente nei potenziali luoghi di partenza dei visitatori interessati.

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Un esempio in tal senso è la campagna che la regione di Mombasa ha avviato in Ucraina, lavorando con gli operatori turistici della nazione est europea per promuovere in loco le opportunità turistiche dell’area. L’esecutivo regionale ha siglato accordi con il governo per aumentare i voli charter da Kiev e dintorni, così da massimizzare gli arrivi e i benefici per gli operatori della seconda città più grande del Kenya.

L’accordo, per quanto importante, non è tuttavia sufficiente. Non a caso, le associazioni degli albergatori hanno chiesto a Nairobi di fare di più per allargare il mercato del turismo in Kenya. Puntando, tra gli altri, anche al resto dell’Europa e al Nord America che ad oggi rappresentano la maggioranza degli arrivi.

Giuseppe De Santis



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