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Marsiglia, 3 ott – La polizia francese ha svelato l’identità del killer di Marsiglia, che domenica ha accoltellato due ragazze, cugine tra loro di 20 e 21 anni, sgozzandole urlando Allah Akbar. Non è un algerino irregolare, come era stato detto ieri, ma un 20enne tunisino che per un periodo ha vissuto anche in Italia, beneficiando di un permesso di soggiorno.



Ahmed Hanaci, questo il nome dell’uomo, aveva vissuto ad Aprilia fino a tre anni fa. Qui aveva sposato una donna italiana, che dopo il divorzio si è trasferita in Nord-Africa. Dal 2009 al 2017 Hanaci era in possesso del permesso di soggiorno, e alla sua scadenza ne aveva richiesto il rinnovo. Lavorava saltuariamente, facendo piccoli lavori nei campi e sui cantieri. E poi si dedicava allo spaccio e ai furti, reati per cui in Italia è stato arrestato un paio di volte. Dopo la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno Hanaci ha fatto perdere le sue tracce in Italia. Probabilmente si è trasferito in Italia, da clandestino.

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L’Antiterrorismo sta esaminando tutti gli elementi, per capire se Hanaci sia realmente un “soldato” dello Stato Islamico, come l’Isis ha rivendicato all’indomani dell’attacco. A tal proposito gli agenti hanno perquisito l’abitazione in cui l’uomo viveva con la moglie ad Aprilia. Al momento l’ipotesi più accreditata mira a escludere contatti con la galassia jihadista da parte di Hanaci nel suo periodo di permanenza italiana, e sembra più probabile che una sua eventuale radicalizzazione sia avvenuta dopo aver fatto perdere le sue tracce. È altrettanto vero, però, che nella zona di Aprilia, Latina e Fondi, frequentata dall’attentatore quando risiedeva in Italia, vivevano quattro tunisini sospettati di fanatismo religioso che nel giro di un anno e mezzo sono stati espulsi.

Ma soprattutto in una frazione di Aprilia, Campoverde, ha vissuto per un breve periodo nel 2015 anche Anis Amri, l’attentatore di Berlino. Era ospite di un connazionale, oggi in carcere, e della sua famiglia. Il sospetto che aleggia, quindi, è che Aprilia sia un punto di riferimento per alcuni terroristi dell’Isis.

Anna Pedri

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