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Las Vegas, 3 ott – È bianco. Così titolano tutti i giornali italiani a proposito di Stephen Paddock, il 64enne che, per motivi ancora oscuri, ha compiuto una carneficina a Las Vegas, la peggiore della storia degli Stati Uniti compiuta con armi da fuoco. È bianco, Stephen Paddock, e se fosse anche nazista, suprematista, almeno repubblicano sarebbe il massimo.

Al momento, tuttavia, non emerge alcuna affiliazione ideologica. Si parla di una recente conversione all’islam, ma l’unica fonte in proposito è l’Isis. Se la cosa fosse confermata sarebbe un dramma, in molte redazioni. Perché stavolta credevano davvero di aver fatto bingo: è bianco. La sua pelle è chiara e quindi parla chiaro. Dalla sua epidermide povera di melanina emergono responsabilità sociali e politiche, un’affiliazione implicita che vale più di ogni “radicalizzazione”.

È bianco: si sa, si vede. È un dato immediato, il colore della pelle. Non ha bisogno di spiegazioni, il colore della pelle. Solo se sei bianco, ovviamente. E solo se hai commesso una strage. Se volessimo parlare ai bianchi, parlare della loro storia, parlare al loro orgoglio, ovviamente saremmo dei razzisti. E, soprattutto, delle persone che parlano di qualcosa che non esiste. Non esistono i bianchi. Non esiste un “noi” che si strutturi attorno a quella sfumatura cromatica, non esiste alcuna realtà dietro quell’apparenza, non c’è sostanza, c’è solo illusione, miraggio, fantasma.

Ma allora come fa Stephen Paddock a essere bianco, ma proprio bianco bianco, bianco senza virgolette? Misteri del politicamente corretto. Il colore della pelle è ora evidenza, ora apparenza. Si fa amalgama, come dicono i francesi, solo quando si tratta di privilegi o di crimini. Quando si parla di meriti, è meglio non generalizzare.

A parti invertite vale il ragionamento rovesciato: si può dire che i neri sono troppo pochi, per esempio nelle nomination all’Oscar, ma se si dice che sono troppi (in un quartiere, in una squadra, in una scuola) allora si sta inseguendo qualcosa che non ha sostanza, non c’è, non esiste. Non esistono i neri, esistono solo le persone, e poi siamo tutti un po’ meticci, e poi veniamo tutti dall’Africa, no? Ma del fatto che siamo tutti meticci non frega nulla a Spike Lee, quando reclama più neri nel cinema. È una strana cosa, il colore della pelle. Stephen Paddock è bianco, lo vedono tutti. Anche la quasi totalità delle sue vittime lo sono (era un concerto country). Ma questo, chissà perché, non lo vede nessuno.

Adriano Scianca

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2 Commenti

  1. …la strage è avvenuta durante un concerto di musica country..musica del sud Stati Uniti..Musica ritenuta ”sudista”….Chi ha sparato potrebbe benissimo appartenere alla sinistra “left-wing”  che, non essendo soddisfatta nel prende a martellate i monumenti, ha deciso di usare maniere più ”dirette”…

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