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Skopje, 1 ot – È stato un flop il referendum per cambiare nome alla Macedonia. La Commissione elettorale statale di Skopje ha annunciato che le consultazioni non hanno raggiunto il quorum del 50% più uno dei votanti. E anche se la quasi totalità dei votanti (più del 91%) ha votato sì, l’affluenza ha superato di poco il 36%.
Se il referendum avesse raggiunto il quorum la Macedonia avrebbe fatto il suo ingresso nella Nato e nell’Unione Europea. A sostenere le ragioni del sì il premier macedone Zoran Zaev, socialdemocratico ed europeista, che ha definito il referendum un “un successo per la democrazia e per la Macedonia europea”. A contrastare e boicottare le urne l’opposizione di destra e centrodestra, che era contraria all’accordo con la Grecia sul cambio del nome e aveva invitato i cittadini a non votare.
Nonostante i macedoni abbiano dimostrato con il disertare le urne che la questione del nome e il relativo ingresso del Paese in Europa e nella Nato non sia una questione che importa, Zaev, ha assicurato che andrà avanti con il processo di ratifica poiché a suo dire “È stato un referendum di successo, la maggioranza dei cittadini ha votato sì. Parleremo con i nostri avversari in parlamento, e se avremo la maggioranza dei due terzi per le modifiche costituzionali andremo avanti con l’attuazione dell’accordo con la Grecia. Se non l’avremo andremo presto ad elezioni anticipate. Non c’è alternativa all’adesione della Macedonia a Ue e Nato”.
La questione del referendum per cambiare il nome della Macedonia in Repubblica della Macedonia del Nord è conseguente alla firma, nello scorso mese di giugno, di un accordo con Skopje per risolvere una controversia di vecchia data sul nome del Paese. Un accordo salutato con favore dalla Nato e da molti politici, tra cui Angela Merkel, che negli ultimi mesi hanno visitato la Macedonia invitando i cittadini a votare sì al referendum.
Una disputa, quella sul nome della Macedonia che va avanti da 27 anni, cioè da quando nel 1991 la Macedonia dichiarò la sua indipendenza dalla Jugoslavia scegliendo il nome “Repubblica di Macedonia”, lo stesso nome che aveva quando faceva parte della federazione jugoslava. Ma il nome era conteso con la Grecia, la cui provincia settentrionale si chiama Macedonia, che temeva la nascita di un irredentismo nei confronti della regione greca di Salonicco e considera fittizia l’identità nazionale macedone.
Anna Pedri

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