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Madrid, 1 ott – L’attivista palestinese Ahed Tamimi, nota per essere stata messa in prigione per otto mesi per aver schiaffeggiato nel 2017 un soldato israeliano che aveva sparato ad alcuni famigliari della ragazza, è stata ricevuta dal Real Madrid al Santiago Bernabeu. Il volto della ragazza diciassettenne, incorniciato da lunghi riccioli biondi, è divenuto il simbolo della resistenza palestinese e il nome di Ahed ha fatto il giro del mondo.
Israele, di fronte alla mossa del Real Madrid, che ha anche consegnato all’attivista una maglia con il suo nome e il numero 9, ha gridato allo scandalo. “Il prestigioso club del Real Madrid abbraccia una terrorista che incita all’odio e alla violenza. Vergognoso”, ha commentato oggi su Twitter il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Emmanuel Nahshon, che poi ha aggiunto in un altro tweet: “Cosa c’entra con i valori del calcio?”. L’ambasciatore israeliano in Spagna, Daniel Kutner, ha definito l’accoglienza riservata dal Real Madrid ad Ahed un indiretto incoraggiamento all’aggressione e ha deciso di boicottare la partita in programma sabato, il derby tra Real e Atletico Madrid.
Ahed Tamimi è stata arrestata nel dicembre 2017 ed è tornata libera solo nel luglio scorso. Virale il video del suo schiaffo a un militare dell’esercito israeliano che aveva fatto irruzione nel villaggio di Nabi Saleh nella Cisgiordania occupata poco lontano da Ramallah, sparando in faccia al cugino quindicenne di Ahed, Muhammad.
Il mondo ha seguito attentamente le fasi del suo processo. Il merito di Ahed è stato quello di dare nuovo slancio alla resistenza palestinese, tanto che da quando è tornata in libertà ha partecipato insieme al padre a una serie di incontri ed eventi a carattere politico in giro per il mondo, per sensibilizzare l’attenzione globale sulla questione della detenzione di bambini palestinesi da parte delle forze israeliane.
In questi giorni i due sono in Europa, e in Spagna sono stati ricevuti al Santiago Bernabeu dal team manager Emilio Butragueno, che ha consegnato a Ahed la sua specialissima maglia.
Anna Pedri

2 Commenti

  1. Solo per arruffianarsi la moltitudine islamica, in nome della quale hanno proposto di togliere il crocefisso dalla corona presente nel logo della squadra

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