Roma, 30 set – “Siamo migliaia”, urlano gli organizzatori della manifestazione del Pd a piazza del Popolo contro il governo. Ma dalle foto si evince facilmente che oggi a Roma erano davvero pochi i fedelissimi del partito che dovrebbe rappresentare l’opposizione parlamentare e che invece risulta alla gran parte dei cittadini italiani una caricatura grottesca. “Questa piazza è per l’Italia”, ha detto il segretario del Partito Democratico Martina poco prima di salire sul palco, tentando così di far sembrare efficace una manifestazione che una volta conclusa resterà nella memoria giusto dei presenti.

Come possa poi essere stata “per l’Italia”, considerate le bandiere Ue che sventolavano i partecipanti, è difficile capirlo. In realtà quella che doveva essere una prova di forza del Pd si è trasformato in un buco nell’acqua, tra l’altro prevedibile. “Fermare la deriva venezuelana”, ha tuonato Matteo Renzi, con tutta evidenza leggermente distaccato dalla realtà. “La destra non si illuda: siamo qui, tantissimi, per l’Italia. Per fermare chi la sta prendendo in giro”, ha poi dichiarato il governatore del Lazio e candidato alla segreteria del partito Nicola Zingaretti. Peccato che tra cartelli contro Michele Emiliano, governatore della Puglia, e divisioni interne, sembra invece che il Pd abbia manifestato contro se stesso.


Non c’era ad esempio Carlo Calenda: “Non mi presento come segretario di un partito che penso vada superato”, ha detto l’ex ministro. E non c’era neppure Graziano Delrio, indicato dai renziani come potenziale candidato alla segreteria: “Io non parteciperò. Va messa in campo una nuova classe dirigente”, ha dichiarato il capogruppo del Pd alla Camera dei deputati. Un partito insomma in piena crisi di identità e punti di riferimento, al punto che Martina è arrivato a chiedere la chiusura di CasaPound: “Se avete a cuore la sicurezza e la democrazia  – ha detto il segretario Pd –  dimostrate di voler combattere la xenofobia e il razzismo. Altro che andare a cena con qualche organizzazione che andrebbe chiusa. Noi siamo figli della Resistenza e non ce lo dimentichiamo”. In pratica l’ultima mesta sparata di un flop totale.

Alessandro Della Guglia

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7 Commenti

  1. Parole indegne ed ignobili , codarde e vigliacche……..la soluzione dei problemi degli italiani consiste nel chiudere CP………come sono coraggiosi questi piddini,cercano un modo per chiudere la bocca ai patrioti,tornare al comando e riempirci di merda africana ,prima , e sostituirci poi………per loro esiste solo la razza negroide mentre noi sudditi e schiavi italici dobbiamo pagare i loro faranoici stipendi, compreso quello del loro presidente piddino……….una minoranza comunistoide che come una cancrena ha infettato tutto lo stato e controlla media e TV……….uno schifo legalizzato. Onore a CP.

  2. Per me è una profanazione che quel babbeo di martina abbia ciarlato dove Almirante chiudeva la campagna elettorale.
    Non ho visto in prima fila i grandi elettori di quella catastrofe nazionale che è il pd: i fratelli Benetton, De Benedetti, Scalfaro, Alessandro Profumo, Saviano, Gramellini, Fazio ecc.
    Chi rappresenta e cosa il pd ? Un infamia che speriamo si dissolva al piu’ presto.
    Quando c’erano i comunisti, aldilà delle differenze ideologiche, si vedevano tanti operai che riponevano (ritengo malamente) la fiducia in un partito che diceva di rappresentare i loro interessi e c’erano indiscutibilmente molti galantuomini. Questi pseudo cattocomunisti, progressisti, europeisti, ultrà del libero mercato sono insopportabili, qualunque cosa è meglio di loro.
    Mi auguro che il prossimo comizio lo facciano nella sede di Atlantia, non piu autostrade, e che non ci sia neppure un casellante!

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