Bomba IsisRoma, 25 mag – La chiamano “Madre di Satana” ma di inquietante non ha solo il nome con cui è stata ribattezzata. E’ la bomba utilizzata frequentemente dall’Isis, e non solo, per gli attentati. Una sorta di firma dei terroristi del sedicente Califatto, che ha seminato sangue a Parigi, alla metro di Londra, all’aeroporto di Bruxelles e in ultimo a Manchester.

Il nome scientifico è perossido di acetone (Tatp), niente altro che un potente esplosivo primario. Il Tatp puro è una polvere cristallina bianca inodore, altamente sensibile al calore, all’attrito e agli urti. Scoperto come perossido organico nel 1895 da R. Wolffenstein in Germania, fu affinato nei primi anni novanta del secolo scorso in Palestina da Yahya Ayyash, costruttore di bombe di Hamas e comandante del battaglione Samaria delle Brigate al-Qassam. Lo utilizzava perché il TNT e altri potenti esplosivi non erano facilmente reperibili nei territori controllati allora dall’Auorità Nazionale Palestine, ovvero a Gaza e in Cisgiordania.

Utilizzando una miscela di acetone e detergenti, prodotti commerciali facilmente acquistabili, Ayyash realizzava facilmente questa bomba poi soprannominata “Madre di Satana” a causa della sua instabilità, costata la vita anche a diversi artificieri intenti ad assemblarla. Per fabbricarla bastano in pratica soltanto acetone per le unghie e scolorante per capelli. Con l’aggiunta di chiodi, viti o bulloni, metodo Isis, l’effetto esplosivo è ovviamente ancora più devastante. In pratica per scatenare l’inferno ai terroristi non serve chissà quale preparazione, che pure i bombaroli dell’Isis hanno dimostrato di avere, e neppure ingenti fondi economici. 

Eugenio Palazzini

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