Roma, 9 mag – E’ tutto un tintinnar di galloni arrugginiti, drappi rossi, falci e martelli spuntati. Simboli retrò di un passato che sembra non passare mai, a Mosca. Non gli resta che piangere e sprofondare nel medioevo sovietico, oggi che la guerra si è trasformata in “operazione militare speciale”, oggi che la vittoria è uno spettro triste che si aggira per una piccola regione ucraina. Correva l’anno 1965 e il 9 maggio nell’allora Urss divenne d’un tratto la giornata della Vittoria, istituita ad hoc per festeggiare la capitolazione della Germania in quella che in Russia chiamavano e continuano a chiamare Grande guerra patriottica.

La parata della retorica, senza vittoria

Un po’ meno nelle repubbliche ex sovietiche, in buona parte stufe di sventolare vessilli di morte, povertà, carestia indotta da un sistema rivelatosi fallimentare, crollato a suon di supermercati. Allorché bastò una lattina di Coca Cola per far evaporare il capitalismo di Stato. Oggi neppure in Asia centrale si esaltano per il 9 maggio, hanno ben altri problemi e temono di essere schiacciati di nuovo dal grande orso, figurarsi chi da trent’anni si vive ormai una condizione europea come le nazioni dell’Est Europa. Il Kazakistan voleva addirittura vietarla, la grande parata, l’Uzbekistan aveva annunciato l’abolizione del corteo, il Kirghizistan si era raccomandato di non usare la Z e la V nei cortei. Qualcosa alla fine si farà, giusto per non urtare troppo il dominante e irritabile vicino di casa.

Compagni ufficiali, sottoufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria. Anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria”, ha detto Vladimir Putin in apertura di discorso per il 9 maggio meno apprezzato di sempre a livello internazionale. I russi hanno ben poco da festeggiare, a ben vedere, perché se il piano era chiudere la partita in questa fulgida giornata di primavera, si ritrovano in realtà impantanati in un conflitto dagli esiti sempre più incerti. Parata della retorica, dunque, più che della vittoria. Non ci resta che chiamarci “compagni”, per dare un senso a qualcosa che un senso ormai non ce l’ha.

“In Occidente, a quanto pare, hanno deciso di cancellare valori millenari”, ha dichiarato il presidente russo dalla tribuna della Piazza Rossa. “Tale degrado morale è diventato la base per ciniche falsificazioni della storia della Seconda guerra mondiale, incitando alla russofobia, elogiando i traditori, deridendo la memoria delle vittime, cancellando il coraggio di coloro che hanno ottenuto la vittoria”, ha aggiunto Putin. Poi, dopo aver precisato che “forniremo un supporto speciale ai figli dei militari morti e feriti, augurando una pronta guarigione ai soldati e agli ufficiali feriti”, il leader russo ha evidenziato la necessità di “fare di tutto affinché l’orrore di una guerra globale non si ripeta”. Apprezzabile auspicio, almeno quello.

Putin omaggia gli Alleati: “Orgogliosi delle vostre imprese”

Putin ha inoltre deciso di omaggiare gli Alleati nella seconda guerra mondiale. “Sappiamo che ai veterani americani che volevano partecipare alla parata a Mosca è stato effettivamente vietato di farlo. Ma voglio che sappiano – ha detto – che siamo orgogliosi delle vostre imprese, del vostro contributo alla vittoria comune. Onoriamo tutti i soldati degli eserciti alleati: americani, britannici, francesi, membri della resistenza, soldati coraggiosi e partigiani della Cina, tutti coloro che hanno sconfitto il nazismo e il militarismo”.

Eugenio Palazzini

 

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5 Commenti

  1. Il punto forse è un altro: grave o non grave che da parte russa si debba ancorarsi al passato obbligato (per colpa di chi?)?
    Si è obbligati al passato da un futuro ancora peggiore? Su questo tema bisogna sviluppare e fare delle scelte che possono comportare anche lo spegnimento della ultima fiamma… Un vero salto al Buio.

  2. Putin ha gia’ vinto,usando le armi “occidentali”,forse non vi siete accorti a quanto sta’ il Rublo,e forse non s’e’ compreso bene che gli “alieni” che hanno messo su’ Zelenski sono gli stessi che hanno distrutto Libia Siria,Tunisia,e che giocano con la vita dei civili in Yemen,in Afganistan,ecc.La retorica e’ quella di un governo di non eletti appoggiati anche dal vostro strisciante conformismo.2014 Filippo Fortunato Pilato faceva un’analisi sulla presa del potere da parte degli “ultras” della dinamo kiev,la trovi su Terra Santa Libera.Retorici siete voi di “primato” nazionale.

  3. […] Poco dopo, il presidente Usa ha definito Putin un “calcolatore” dicendosi preoccupato del fatto che non trovi una via di uscita dalla guerra. Un attacco dai toni più morbidi, rispetto agli epiteti affibbiati finora al presidente russo. Forse perché ieri nel discorso per il giorno della vittoria, Putin ha omaggiato gli Usa. […]

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