Roma, 9 mag — Elisabetta Franchi arriva con il chiarimento di prassi dopo essersi ritrovata al centro della bufera mediatica per le sue dichiarazioni rilasciate durante un evento de Il Figlio e Pwc. L’imprenditrice è stata letteralmente fatta a pezzi sulle piattaforme social e da parecchi giornalisti per aver affermato di assumere, per i ruoli manageriali, solo donne sopra i quaranta. 

Le parole di Elisabetta Franchi che hanno fatto infuriare tutti

«Io oggi le donne le ho messe, ma sono “anta“», ha spiegato parlando con una giornalista del Foglio. «Ragazze cresciute. Se dovevano sposarsi, si sono già sposate, se dovevano fare figli, li hanno già fatti, se dovevano separarsi hanno fatto anche quello e quindi diciamo che io le prendo che hanno già fatto tutti e quattro i giri di boa. Sono tranquille e con me al mio fianco, lavorano h24. Questo è importante».

Lo Stato è assente

Per ricoprire ruoli manageriali, complice uno Stato pressoché assente, la Franchi preferisce quindi selezionare donne che abbiano già risolto tutte le questioni legate alla vita privata, in particolar modo al nodo dei figli, perché possano fornire disponibilità h24. Come fa notare Elisabetta Franchi, lavorare in una posizione strategica nel mondo della moda comporta un impegno diverso dal fare la cassiera al supermercato. E se un imprenditore decide di «puntare» su di un soggetto per forgiarlo e collocarlo in un ruolo di responsabilità, «non ti puoi permettere di non vederla arrivare per due anni, perché quella posizione è scoperta. Un imprenditore investe tempo, energia e denaro e se ti viene a mancare è un problema». Del resto, prosegue, anche lo Stato dovrebbe fare la propria parte: «In Italia purtroppo c’è un problema e non può risolverlo solo l’imprenditore».

La gogna mediatica e il chiarimento

Dopo la gogna mediatica, con un parterre di «vip» — tra i nomi più in vista la Lucarelli, Gassmann, cathy La Torre, l’ex ministro Madia —  che ha accusato la Franchi di essere «medievale», «nemica delle donne e del femminismo», arrivando a invocare il boicottaggio dei suoi prodotti, la Franchi ha pubblicato un chiarimento su Instagram, ribadendo quanto detto. «L’80% della mia azienda sono quote rosa di cui: il 75% giovani donne impiegate, il 5% dirigenti e manager donne. Il restante 20% sono uomini di cui il 5% manager», ha specificato facendo decadere le accuse di non fare abbastanza per le donne. «C’è stato un grande fraintendimento per quello che sta girando sul web, strumentalizzando le parole dette. La mia azienda oggi è una realtà quasi completamente al femminile».

Perché le donne nella società odierna non ricoprono cariche importanti? «Purtroppo, al contrario di altri Paesi, è emerso che lo Stato italiano è ancora abbastanza assente. Mancando le strutture e gli aiuti, le donne si trovano a dover affrontare una scelta fra famiglia e carriera. Come ho sottolineato, avere una famiglia è un sacrosanto diritto. Chi riesce a conciliare famiglia e carriera è comunque sottoposta a enormi sacrifici, esattamente come quelli che ho dovuto fare io».

 

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Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. La moda è spesso un furto di idee, di tessuti, di brevetti e ci meravigliamo che rubino sulle “persone”… Seguaci del capitalismo accentratore e saccheggiatore come in quasi tutti i settori. Provate p.es. a cercare un certo taglio di abito classico, lo troverete a caro prezzo solo nella moda griffata.

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