Johannesburg, 17 gen – La settimana scorsa la fotografia pubblicata sul sito H&M con un ragazzino di colore che indossava una felpa con la frase in inglese “Coolest monkey in the jungle” (la scimmia più cool della giungla) aveva scatenato un’ondata di polemiche perché considerata razzista. Nonostante il colosso svedese avesse rimosso l’immagine incriminata e chiesto prontamente scusa, sui social network era partita una campagna di boicottaggio nei confronti della nota marca di abbigliamento.

Dalle parole si è quindi passati ai fatti in Sud Africa. Infatti, nei pressi di Johannesburg, nella regione del Gauteng, i centri commerciali di Sandton City, Clearwater Mall, Menlyn Park e l’East Rand Mall sono stati assaltati da una folla di manifestanti. Le proteste sono state organizzate dal partito anti-bianco Economic Freedom Fighters (EFF) del controverso leader Julius Malema. Il portavoce del partito, Mbuyiseni Ndlozi, tramite Twitter ha chiaramente ribadito che le scuse di H&M non bastano: “Il tempo delle scuse per il razzismo è finito. Bisogna aspettarsi delle conseguenze per gli episodi di razzismo contro i neri”.

Nei video delle proteste circolati in questi giorni si può vedere che delle persone entrano nei punti vendita prendendo a calci manichini e buttando per terra tutte le merci, la polizia è poi intervenuta per disperdere i manifestanti, ma al momento non ci sono stati arresti. Nella questione è intervenuta anche la madre del bambino protagonista della pubblicità, Terry Mango, che si è mostrata sorpresa per il tanto clamore attorno alla vicenda. Tramite Twitter, la signora Mango ha scritto: “Un bambino nero è semplicemente un bambino e una scimmia è semplicemente un animale. I razzisti e chi è indignato per il razzismo credono in altre cose e io non sono né una cosa né l’altra”. In un altro post poi cancellato ha  invece ribadito che la felpa era una delle centinaia che il figlio ha indossato fino ad ora e ha poi chiesto di calmare gli animi.

Nel frattempo sono intervenuti anche il partito Democratic Alliance e il network per i diritti civili Afri-Forum che hanno chiesto il rimborso dei danni da parte del partito di Julius Malema, reo di aver incitato all’odio e fomentato gli atti vandalici ai danni di H&M.

Guido Bruno

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