Roma, 17 giu – Le dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin non sono mai soft, e dal palco del forum economico di San Pietroburgo ha lanciato – ancora una volta – la sua sfida all’occidente e agli Stati Uniti, con parole che non hanno risparmiato nemmeno l’Unione Europea.

Putin a San Pietroburgo

È arrivato infine l’atteso discorso del presidente Putin alla plenaria del forum di San Pietroburgo, nonostante le difficoltà causate da un attacco hacker, dove non ha risparmiato attacchi agli Stati Uniti e ad i suoi alleati occidentali, Unione Europea in primis: “Nulla sarà come prima, nulla è eterno” – ha detto il presidente della federazione russa. “I nostri partner in Occidente minano intenzionalmente le fondazioni internazionali in nome delle loro illusioni geopolitiche” e tuona “l’Europa va verso un’ondata di radicalismo e cambio d’èlite”. Lanciandosi poi in ammonizioni profetiche ha ribadito che “l’era del mondo unipolare è finita” e che “gli Stati Uniti agiscono facendo finta di non notare che ci sono altri centri forti nel mondo”. Insomma, il classico discorso contro gli Usa “poliziotto del mondo”, che non ha nulla di nuovo da aggiungere ad una dialettica tornata agli anni della Guerra Fredda e che ignora (come gli Stati Uniti) che nemmeno la Russia è più il centro del mondo.

Il punto sulle sanzioni

Il presidente ha poi continuato toccando l’argomento sanzioni, in cui ha ribadito l’incapacità occidentale di far veramente male alla Russia. Secondo Putin le sanzioni contro la Russia sono “sono folli e sconsiderate – e continua – il loro scopo è schiacciare l’economia della Federazione russa ma non hanno funzionato”. “Le oscure previsioni relative all’economia russa, tenute all’inizio della primavera, non sono corrette. La struttura delle sanzioni occidentali è stata costruita sulla falsa tesi che l’economia della federazione russa non sia sovrana ma – ha precisato – la Russia non seguirà mai la strada dell’autarchia, nonostante i sogni dell’Occidente”. Secondo il leader del Cremlino, “bisogna garantire lo sviluppo dell’economia basata sul business privato“. Secondo lui, infatti, “la pandemia e gli eventi in corso hanno confermato l’importanza della flessibilità e dell’adattabilità alle condizioni esterne”. Dopo queste dichiarazioni, non dissimili per altro da quelle di un presidente Draghi qualsiasi, il presidente ha lanciato il suo attacco (verbale) all’Europa.

Attacco all’Unione Europea

Infatti, il Capo del Cremlino non si è risparmiato nemmeno sulla vicina Europa, affermando che “l’inflazione nella UE è di oltre il 20% e che l’Europa perderà oltre 400 bilioni di dollari per le sanzioni contro la Russia e che questo aumenterà le diseguaglianze sociali”. Ha poi aggiunto: “I reali interessi delle persone in Europa sono stati messi da parte” e ha poi denunciato la perdita di sovranità politica europea, riferendosi – ovviamente – all’influenza Usa sulle decisioni della Ue. In ogni caso, il discorso è in larga parte un attacco frontale all’occidente: “tutto quello che succede nel mondo non è il risultato degli eventi degli ultimi mesi, inclusa l’operazione speciale, ma tutto ciò ha radici profonde per l’irresponsabile politica del G7“, definendo senza mezzi termini la politica occidentale come “predatoria e coloniale“.

Sergio Filacchioni

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