Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 9 mar – Dopo le rivolte contro i nuovi centri di accoglienza, i cittadini esasperati di Lesbo adesso temono la diffusione del coronavirus. Nell’isola greca, stracolma di immigrati irregolari, è stato infatti registrato il primo caso: l’ospedale di Mitilene ha confermato oggi la positività di una donna, ricoverata nella giornata di ieri. Un caso, riportato dal Guardian, che potrebbe far aumentare ulteriormente la tensione e rischia di allarmare ancora di più gli abitanti di Lesbo. Positiva al test del coronavirus sarebbe risultata una donna ricoverata con la febbre e rientrata circa un mese fa da Israele. Si tratterebbe di una paziente che lavora in un supermercato di Plomari, cittadina a circa venti chilometri da Mitilene.

Erdogan, ricatto continuo

Sull’isola le autorità stanno adesso cercando di ricostruire i movimenti della donna contagiata, anche se al momento sia stata nelle ultime due settimane nel campo profughi di Moria. E’ ovvio però che un’eventuale diffusione del virus nell’isola sarebbe un grave problema in più da gestire. Intanto il “sultano” turco Erdogan, che continua a favorire l’afflusso di clandestini verso il confine greco, prova a incalzare il governo di Atene e l’Unione europea: “Greci, aprite le porte e liberatevi da questo peso! Fate andare i migranti negli altri paesi d’Europa”, ha tuonato ieri il presidente turco in occasione di un evento dedicato alla giornata delle donne.

“Paesi Ue accoglieranno 1500 bambini”

Ad aprire parzialmente le porte, nel frattempo, è la Germania. O per meglio dire ad annunciare l’apertura europea. Il governo di Angela Merkel ha fatto sapere che una coalizione di Paesi Ue “volontari”, è disposta a prendere in carico dai 1.000 ai 1.500 bambini immigrati che adesso si trovano nei centri di accoglienza delle isole greche. L’annuncio a riguardo è arrivato dal governo tedesco che non ha però precisato quali sarebbero i Paesi Ue disposti ad aprire le porte. Le autorità di Berlino hanno semplicemente detto che si tratta di “bambini che a causa di una malattia hanno urgentemente bisogno di cure, o bambini non accompagnati di età inferiore ai 14 anni”. Proprio oggi a Bruxelles è atteso un incontro con Erdogan per discutere della crisi migratoria.

Alessandro Della Guglia

Commenta