Palermo, 12 nov – Avrebbe dovuto essere la grande occasione per mettere ordine nel caos libico. Rischia di essere un enorme flop. Parte oggi, con illustri assenze, la Conferenza di Palermo: il premier Giuseppe Conte discuterà con gli altri capi di Stato e ministri dell’Interno e della Difesa per trovare soluzioni alla crisi libica. La città è blindatissima con un intero quartiere, quello intorno a Villa Igiea, trasformato in fortezza.

Ma le sedie vuote sono molte: non ci saranno il presidente russo Vladimir Putin, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron. Mancherà anche il segretario di Stato Usa Mike Pompeo. Al loro posto parteciperanno il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, il sottosegretario agli Esteri di Berlino, Niels Annen, e per gli Usa il consigliere speciale del dipartimento di Stato per il Medioriente, David Satterfield. La Russia invece ha deciso di inviare una delegazione guidata dal premier Dmitri Medvedev e il vice ministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov.

Ma soprattutto il grande assente dovrebbe essere il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, che è deciso a boicottare la conferenza nonostante il blitz di Conte a Bengasi dei giorni scorsi per convincerlo a partecipare. Un viaggio il cui obiettivo è stato smentito da Palazzo Chigi. Il motivo per cui Haftar diserterà il summit siciliano, secondo quanto fanno sapere dall’autoproclamato Esercito nazionale libico, è il fatto che il Generale non vuole sedere al tavolo con i rappresentanti del Qatar e del Libyan Fighting Group, che secondo Haftar è una fazione “legata ad Al Qaeda”. Salvo sorprese dell’ultimissimo minuto il Generale diserterà la due giorni.

Le grandi attese della vigilia della Conferenza, che ha l’obiettivo di strappare la gestione della sicurezza alle milizie, unificare le istituzioni, e tracciare una roadmap che preveda le elezioni, senza fissare una data, presidenziali e legislative, sembra così che vadano sgretolandosi. E le pesanti assenze dei big del mondo offrono il pretesto alle opposizioni italiane per sferrare l’ennesimo attacco al governo gialloverde. In coro Pd, Forza Italia, Fdi hanno bollato la Conferenza come un “Vertice inutile” e l’”ennesima figuraccia”.

Anna Pedri

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