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Roma, 5 gen – E’ stato il maggiordomo, ma non uno qualsiasi. A rubare a Buckhingam Palace era Adamo Canto, 37enne cameriere al servizio della regina Elisabetta da cinque anni, che prima di essere scoperto è riuscito ad allungare le mani su diversi cimeli e oggetti preziosi. Titolo e trama sarebbero degni dei migliori gialli di Agatha Christie o di un nuovo episodio della serie tv The Crown, ma in questo caso parliamo di eventi realmente accaduti. L’inserviente, dall’11 novembre 2019 al 7 agosto 2020, è infatti riuscito a saccheggiare di tutto alla famiglia reale: medaglie, fotografie, orologi e addirittura indumenti.



Maggiordomo condannato a otto mesi di carcere

Adesso però per i suoi furti seriali a Palazzo è stato condannato e incarceratootto mesi di prigione – da un tribunale di Londra, la Westminster Magistrates’ Court. Canto aveva libero accesso alle aree private di Buckhingam Palace e l’occasione evidentemente ha fatto il maggiordomo ladro. A tal punto che la polizia britannica ha rinvenuto nei suoi alloggi un’impressionante quantità di materiale rubato. Altri oggetti, 37 in tutto, Canto li aveva già venduti su eBay a prezzo di gran lunga inferiore al loro valore reale. Stando a quanto emerso durante il processo, l’uomo – di chiare origini familiari italiane, come si evince dal nome, ma nato e cresciuto in Inghilterra – aveva sottratto un bottino valutato intorno alle 100mila sterline.

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Buckhingam Palace, gli oggetti rubati 

Il suo obiettivo pare fosse quello di rivendere tutto su eBay, dal suo negozio online di souvenir. Avrebbe però ricavato una cifra esigua rispetto al reale valore degli oggetti trafugati: appena 7.700 sterline. Tra i vari cimeli rubati c’è pure un album fotografico del banchetto a Buckingham Palace in occasione della visita ufficiale nel Regno Unito del presidente Usa, Donald Trump. Trattasi di fotografie firmate dal Duca di Sussex e dalla Duchessa di Cambridge, dal valore di 1.500 sterline. Canto ha poi trafugato oggetti dagli armadietti del personale, dal negozio della Queen’s Gallery e dal magazzino del Duca di York. Oltre a una medaglia Companion of Bath appartenente al Master of the Household, rivenduta online per sole 350 sterline.

La lunga serie di furti è stata alla fine scoperta grazie al vice ammiraglio Tony Johnstone-Burt. Quest’ultimo ha infatti notato l’assenza della medaglia che avrebbe dovuto indossare per il Queen’s Trooping the Colour. Lo staff a quel punto gli ha fatto notare che altri oggetti rubati erano in vendita su eBay. Il cameriere, davanti ai giudici, ha ammesso le proprie colpe. Tentando poi di giustificarsi dicendo di essere stato spinto a rubare per via della sua situazione economica problematica e dei suoi debiti. Un’ammissione servita a ben poco e che non gli ha risparmiato il carcere.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. La maggior parte degli inglesi vede gli italiani come il fumo negli occhi. Ci mancava il ladro di origini italiane per rinforzare il pregiudizio.

  2. @roberto:
    la responsabilità penale è personale.
    e anche l’imbecillità,quindi non me ne farei un problema dei pregiudizi inglesi…
    tanto più che sono parecchio montati,ma NON sono affatto migliori di noi,anzi:
    semplicemente da quelle parti hanno avuto quasi mille anni per diventare una nazione
    e un popolo….
    noi siamo diventati un’unica nazione nel 1861,
    e una repubblica nel 1946.

    e nonostante questo siamo la seconda manifattura d’europa,davanti a loro.
    la sesta potenza mondiale,poco dietro di loro
    il quinto stato con il più alto surplus commerciale dopo cina germania giappone e corea,
    ecc
    ecc
    ecc
    domanda…
    cosa saremmo diventati noi,se avessimo avuto uno stato unitario continuo….
    fin dal 927 dopo cristo?

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