Il Primato Nazionale mensile in edicola

Douma, 17 apr – Anche secondo Robert fisk, uno dei più autorevoli giornalisti di guerra, a Douma non si è trattato di un attacco chimico. Lo scrive sull’Indipendent, dopo essere stato il primo e entrare nei giorni scorsi nella città liberata dall’esercito siriano. Ha avuto modo di visitare la clinica dove sono stati girati i video che hanno fatto il giro del web e attorno a quali si è costruita la tesi del presunto attacco chimico.
Fisk nel corso del suo reportage ha anche intervistato un medico siriano della città di Douma, che ha spiegato come siano andate le cose la notte del 7 aprile. I video non erano una montatura, e i casi di soffocamento erano reali. Ma non erano stati causati dalle armi chimiche. In realtà, infatti, secondo il dottor Assim Rahaibani, che era presente quel giorno quando i feriti giunsero nell’ospedale, tutto è da ricondurre a una tempesta di sabbia che si è sollevata la notte dell’attacco. C’era molto vento e i bombardamenti erano pesanti. La gente si è rifugiata negli scantinati e nelle gallerie piene di spazzatura, che poi sono state invase dalle nuvole di polvere sollevate dal vento. La mancanza di ossigeno ha fatto il resto. Altro che gas.
Ma il dottor Rahaibani non è l’unico testimone a dire che le armi chimiche a Douma non sono state usate. Fisk ha intervistato molti residenti, i quali hanno smentito la narrativa mainstream dei media occidentali, tutti ostili al governo del presidente Bashar al Assad e alla Russia di Putin. Chi vive a Douma ha raccontato a Fisk che la storia dei gas è stata messa in giro dai gruppi armati islamisti, cioè i ribelli che si oppongono ad Assad.
La gente è stata felice di incontrare Fisk e di parlare con un giornalista occidentale, riuscito a entrare a Douma dopo la liberazione della città da parte dell’esercito di Assad. Fisk era insieme ad altri reporter e ha detto che per le strade era possibile muoversi liberamente. I residenti “Sono felici di vedere gli stranieri e sono ancora più felici che l’assedio è finalmente finito, stanno praticamente sorridendo”, scrive nel suo reportage il giornalista britannico.
Fisk spiega inoltre che a raccontare dell’attacco con i gas sono stati per lo più i profughi che da Douma avevano raggiunto i campi in Turchia, mentre nessuno in città sembra ricordare il terribile attacco. I video di youtube, però, e le testimonianze dei profughi sono bastati alle grandi potenze occidentali per attaccare la Siria.
Anna Pedri
 
 
 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta