Parigi, 11 apr – Sarà di nuovo ballottaggio tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen ma rispetto ai sondaggi il presidente uscente va meglio del previsto, ora è caccia ai voti di Mélenchon. Ieri sera l’astensionismo, soprattutto nel distretto di Parigi, dove Macron raccoglie consensi, sembrava penalizzare il presidente in favore della leader di Rassemblement National. Poi a conti fatti, il primo turno è andato a Macron con un margine sopra le aspettative: circa quattro punti in più della sfidante (27,6% contro 23,4%).

Ballottaggio Macron-Le Pen, il presidente va meglio del previsto

Come ampiamente previsto, Macron e la Le Pen si sfideranno al ballottaggio il prossimo 24 aprile. Ma rispetto ai sondaggi, che davano i due candidati praticamente alla pari, il presidente uscente è in vantaggio. Ecco perché a determinare il vincitore del ballottaggio sarà Mélenchon. Con il suo notevole 21,9%, il candidato di estrema sinistra per ora tace, a differenza di Zemmour, il candidato di estrema destra (7%), che ha già detto di votare per la leader di Rn. “Non bisogna dare un solo voto a Marine Le Pen”, ha detto ieri sera Mélenchon. Nessuna sorpresa, dunque. Se non che rispetto al 2017 il leader di estrema sinistra non ha invitato a votare per Macron al ballottaggio. Ciò potrebbe significare che il grosso del suo elettorato si asterrà.

I candidati sconfitti al primo turno dicono compatti di votare per Macron

Molto amato dai più giovani (Mélenchon, ex massone, è il più votato nella fascia 18-35 anni), l’anziano leader della sinistra radicale va a sommarsi agli altri candidati che a differenza sua hanno detto espressamente di votare per Macron. Ossia la socialista Anne Hidalgo, l’ecologista Yannick Jadot, il comunista Fabien Roussel e anche l’esponente della destra gollista Valérie Pécresse. Tutti candidati che hanno ottenuto risultati scarsi, decretando la fine dei partiti tradizionali. Insomma, a conti fatti, la Le Pen può contare soltanto su quel 7% andato a Zemmour. E basta. Ancora una volta, la parola d’ordine è che la leader di Rn non deve vincere. Certo, i due sfidanti possono provare a convincere chi non si è recato alle urne al primo turno, il 25% degli aventi diritto. Ma secondo le stime, salvo sorprese Macron dovrebbe vincere il ballottaggio.

Astensione in aumento, al 25%

Per quanto riguarda l’astensione, ha raggiunto il livello più alto dal 2002. Secondo i risultati ufficiali comunicati dal ministero dell’Interno francese, sono 35.418.947 gli elettori che hanno votato per uno dei 12 candidati in corsa. Ossa il 74,86% degli aventi diritto. Il dato è decisamente inferiore rispetto al 2017, quando ha votato il 77,8% degli elettori, e al 2012, quando alle urne si è recato il 79,5% degli aventi diritto. Calo anche rispetto al 2007, quando l’83,8% degli aventi diritto ha espresso la sua preferenza.

Il presidente chiama a raccolta contro la destra: “Niente è deciso”

Secondo i primi sondaggi dopo il voto di domenica, Macron vincerebbe al secondo turno contro la Le Pen con un risultato compreso tra il 51% e il 54% contro il 46%-49% della candidata di Rn. Cinque anni fa Macron vinse con il 66,1% dei voti contro il 33,9% di Marine Le Pen. “Niente è deciso – avverte Macron -. Ringrazio i compatrioti che, fin dal primo turno, hanno voluto dare il loro voto alla mia candidatura. La loro e la vostra fiducia mi onorano, mi obbligano e mi impegnano. Potete tutti contare su di me per mettere in atto questo progetto di progresso, di apertura e di indipendenza francese ed europea, che abbiamo difeso per tutta questa campagna”, ha detto il presidente ieri sera.

Le Pen: “Chi non ha votato per Macron si unisca a noi”

“II popolo francese mi ha fatto l’onore di accedere al secondo turno. Esprimo agli elettori la mia più sincera gratitudine. Tutti quelli che oggi non hanno votato per Emmanuel Macron sono chiamati a unirsi al nostro raggruppamento“, le parole invece della Le Pen, convinta che “vinceremo”.

Adolfo Spezzaferro

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