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manchester bombaManchester, 16 mag – Siamo pronti ad affrontare una minaccia terroristica? Se le premesse sono quelle viste ieri all’Old Trafford, sembra proprio di no. Anzi, se pure ci dimentichiamo gli ordigni fatti in casa, allora stiamo freschi.



Niente paura, nessun “timer co’ scritto sopra Repubblica Italiana” come argutamente spiega il Freddo a Scialoja nella scena dell’interrogatorio del film Romanzo Criminale. Una “semplice” sbadataggine, della quale non ha nemmeno colpa la polizia inglese. Fatto sta che è partito il codice rosso, sono arrivati gli artificieri e lo stadio è stato sgomberato.

Mancava forse la swat e il coprifuoco e avremmo fatto filotto. Almeno ci sarebbe stato un po’ di divertimento in più, a vedere scene che possiamo gustare solo al cinema. Ma il regista non avrebbe preso bene a scoprire che il pacco bomba – un telefonino collegato ad un tubo – trovato in un bagno dell’impianto sportivo e fatto brillare dagli artificieri, una bomba non era. Si trattava, in realtà, di un innocuo “modellino” piazzato lì e lì dimenticato da una società privata di sicurezza che aveva appena condotto un’esercitazione nello stadio dello United.

“Much ado about nothing”, per dirla con Shakespeare. Le forze dell’ordine di Great Manchester appoggia l’operato dei propri uomini, difendendo la scelta di evacuare le 75mila persone presenti. Una normale procedura, peraltro condotta abbastanza in regolarità, ma che getta più di un’ombra sul futuro: visti i rischi terrorismo più volte segnalati per gli incombenti europei di calcio in Francia, dovremo costantemente svuotare e riempire gli stadi ad ogni pié sospinto. Tanto varrebbe giocare tutte le gare a porte chiuse. O non giocarle proprio: se l’Europa ha deciso di suicidarsi, il campionato continentale non ha nemmeno più senso di esistere.

Nicola Mattei



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