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Marine Le Pen a processo per aver pubblicato foto di esecuzioni dell’Isis

by Cristina Gauri
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Parigi, 13 giu – Marine Le Pen a processo. La presidente del movimento nazionalista francese Rassemblement National è stata rinviata a giudizio per avere diffuso un tweet con le immagini non censurate di alcune tra le più agghiaccianti esecuzioni dell’Isis. Il reato contestatole riguarda proprio la pubblicazione di “messaggi violenti che incitino al terrorismo o alla pornografia o nuocciano gravemente alla dignità umana” e potenzialmente visibili da minori, come stabilito da un giudice nel sobborgo di Nanterre, nella periferia occidentale di Parigi, dove il partito ha sede.

Le provocazioni di Bourdin

La vicenda inizia nel dicembre 2015 quando il giornalista Jean-Jacques Bourdin aveva paragonato il partito della Le Pen – che allora si chiamava Front National – all’Isis. In risposta a questa provocazione la presidente di Rn aveva pubblicato su Twitter alcune immagini di atrocità compiute dall’organizzazione terroristica durante le esecuzioni dei propri avversari. “Daesh è questo!” fu il commento della Le Pen di corredo al materiale fotografico: una delle foto ritraeva la testa decapitata appoggiata sul corpo di James Foley, un giornalista americano tra i primi ad essere giustiziato dagli estremisti islamici. In un’altra immagine si vedeva un prigioniero siriano dell’Isis che con indosso la tuta arancione veniva travolto e schiacciato da un tank; nella terza e ultime, un pilota giordano bruciato vivo dentro a una gabbia. La pubblicazione di queste foto, avvenuta alcune settimane dopo gli attentati del 13 novembre 2015, aveva provocato dure critiche all’interno della classe dirigente francese.

Test psichiatrici

Relativamente a questo fatto l’anno scorso un magistrato aveva richiesto che la Le Pen si sottoponesse a una serie di test psichiatrici. Una vera e propria forzatura, dal momento che l’intenzione della presidente di Rassemblement National fu solo quella di rispondere alle provocazioni del giornalista. Ora rischia fino a tre anni di carcere e una multa di 75.000 euro.

Cristina Gauri

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1 commento

Laziale 13 Giugno 2019 - 1:18

la fine che faranno tutti i porci islamici i rossi e gli anti italiani
Brava Marine, oramai siamo ritornati e siamo tantissimi, pagheranno anche i bastardi togati rossi

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