Roma, 13 giu – Emergono nuovi importanti elementi sull’inchiesta relativa al cosiddetto mercato delle toghe, in cui sono indagati membri togati del Csm e l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara. Risulta infatti una “strategia di danneggiamento” del procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, candidato, con Marcello Viola e Franco Lo Voi, a succedere a Giuseppe Pignatone alla guida della procura di Roma. Il quadro si profila nell’atto con cui il pg di Cassazione Riccardo Fuzio comunica l’avvio dell’azione disciplinare per i membri togati del Csm autosospesi Antonio Lepre, Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli e i dimissionari Gianluigi Morlini e Luigi Spina in merito a una riunione a cui i suddetti consiglieri presero parte con i deputati Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri e il pm di Roma Palamara.
Nella riunione, si legge nel documento, “erano delineate e affrontate, anche al fine di una loro enfatizzazione, vicende che concernerebbero il dottor Creazzo, ipoteticamente ostative alla designazione“: un “comportamento gravemente scorretto”, osserva il pg, “nei confronti non soltanto dei soggetti istituzionali deputati” alle nomine dei dirigenti degli uffici giudiziari, ma anche “dei magistrati legittimamente ad esse aspiranti”.

Le “interferenze illecite” di Lotti sulle nomine

“Le interferenze illecite” dell’ex ministro Lotti in “un centro di potere” esterno al Csm che decideva sulle nomine. E’ quanto risulta negli atti del Gico della Guardia di finanza, depositati alla Procura di Perugia e al Csm, sull’indagine che coinvolge la rete di corruzione di Palamara. Tra le manovre “palesi quanto illecite da parte di soggetto rivestente la qualità di imputato”, scrive il Gico, quella per la Procura di Roma dove, dice Lotti, “si vira su Marcello Viola”. A quanto pare inoltre un ruolo diretto lo avrebbe giocato anche Morlini, che ieri ha inviato una lettera di dimissioni al vicepresidente del Csm Ermini in cui ammette che nell’incontro notturno con Ferri-Lotti-Palamara e altri colleghi togati si è parlato di “attività consiliari”, cioè della nomina del procuratore di Roma, dopo il pensionamento di Pignatone. Secondo il Gico Morlini parla di altri voti da raccogliere su Viola. Si parla anche di Creazzo, ritenuto “in continuità” con Pignatone: “Gli va messa paura”, dice Palamara.

Procedimento disciplinare per i 4 togati del Csm

I quattro togati da ieri sono sotto procedimento disciplinare promosso dal Pg della Cassazione Riccardo Fuzio. Gli vengono contestati “comportamenti abitualmente o gravemente scorretti” nei confronti degli altri consiglieri. A proposito di nomine, il consigliere dimissionario Morlini era presidente della Quinta commissione, che si occupa proprio degli incarichi dei magistrati, ed era tra i quattro autosospesi. Ieri, la decisione di dimettersi, dopo la notizia del procedimento disciplinare. Criscuoli si è dimesso da giudice supplente della sezione disciplinare, ma non da consigliere, quindi resta autosospeso, come Lepre e Cartoni. Tutti e tre si sarebbero lamentati di non aver potuto leggere le carte che li riguardano. Il Consiglio intanto è costretto a funzionare in forma ridotta, con due togati dimissionari e 3 autosospesi su 16. A bocce ferme, Morlini, giudice di merito, sarà sostituito dal primo dei non eletti, Giuseppe Marra.

Ludovica Colli

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