Rabat, 24 dic – Sarebbe stati giustiziati i tre assassini di Louisa Vesterager Jespersen e Maren Ueland, le due studentesse – danese la prima, norvegese la seconda – stuprate e sgozzate pochi giorni fa in Marocco mentre facevano trekking sullo Jbel Toubkal, il monte più alto della catena dell’Atlante.

A renderlo noto le autorità del Paese nordafricano: “Il Marocco ha giustiziato tre persone, arrestate perché ritenute gli esecutori dello stupro e dell’uccisione a mezzo decapitazione delle due studentesse scandinave di 24 e 28 anni” ha spiegato una fonte governativa ad una radio locale, aggiungendo che la pena capitale sarebbe stata eseguita nelle prime ore dell’alba di oggi. A riportarlo diverse fonti, anche se non vi è ancora l’ufficialità da parte del governo di Rabat.


Nei giorni immediatamente successivi alla macabra esecuzione, filmata anche in un video che ha fatto il giro del mondo, la polizia marocchina aveva arrestato 13 persone, sospettate a vario titolo di aver preso parte alla mattanza. Fin da subito il caso era stato trattato come terrorismo, dato che tra i sospettati figuravano alcuni estremisti islamici già con precedenti alle spalle – il Marocco da anni fa i conti con la recrudescenza del fenomeno – e l’omicidio delle due ragazze poteva considerarsi come una “prova d’iniziazione” per il loro arruolamento come effettivi tra le fila dell’Isis.

Intanto, compiute le formalità di rito, i corpi delle due giovani hanno già fatto ritorno in patria con un volo speciale da Casablanca verso Copenaghen e Oslo, dove nei prossimi giorni si terranno i funerali.

Nicola Mattei

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6 Commenti

  1. Una storia tragica e strampalata,tra dolore e stupore……… trekking in Marocco?????…….. terroristi islamici catturati e giustiziati……… stupro, sevizie e omicidio………..ma……….. qualcuno , prima di partire , aveva avvisato le due derelitte che in Marocco vi sono zone dove le usanze tribali sono a dir poco importanti e devastanti……??????………ah,scordavo,in alcuni o certi ambienti esiste solo la violenza dell’uomo etero bianco………il resto sono favolette………solo che a forza di ascoltare le favolette comunistoidi si muore……..non solo di noia, anche materialmente.

  2. Se anche la giustizia italiana,succube di principi giuridici esaltati troppo,ma decadenti e poco efficaci,si comportasse come il Marocco,molti guai e spese sarebbero risparmiati.Purtroppo esiste una diffusa mentalità che non mette mai in discussione i sacri principi,intoccabili a prescindere,rimanendo imprigionata e contenta di cose passate legate ad altri spazi e tempi.
    .Ecco perché ci saranno sempre dei Savonarola,uccisi dal gregge ovino.

  3. La fine che meritavano. Punto. Io però prima li avrei fatti soffrire per alcuni anni in isolamento totale in qualche fetido braccio della morte con “adeguato” trattamento. Tuttavia, dispiace constatare che abbiamo da imparare anche dal Marocco.

  4. Si indubbiamente appare la notizia come occhio per occhio dente per dente.
    Ma … sinceramente sarei convinto solo se vedo il video dell’esecuzione… Ma non per macraba soddisfazione … solo per certezza che giustizia sia stata fatta.

  5. Dell’esecuzione non esiste prova,a meno che agenti dlla KRIPOS Norvegese non fossero presenti.Non credo affatto all’iniziazione,non si prendono iniziative di questa gravita’,senza una mente terroristica che ti ordina di eseguire.Criminali sanguinari facenti parte di una ce llula dell’isis in Marocco.Probabilmente il destino delle poverette era gia’ segnato quando hanno messo piede in Marocco.Probabili motivi politici contro la Norvegia.

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