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Roma, 20 dic – Jeremy Corbyn, il leader socialista inglese, è stato accusato di aver mentito al Parlamento della Gran Bretagna dopo aver negato di aver chiamato Theresa May una “stupida donna” durante una seduta della House of Commons. Secondo molti osservatori il politico laburista, figlio di due socialisti reduci della Guerra di Spagna e celebre per le sue lotte a favore dell’integrazione degli immigrati e per la parità dei sessi, avrebbe borbottato “stupida donna” durante uno scambio televisivo con il Primo Ministro.

Per difendersi dall’accusa di aver pronunciato un insulto così “sessista”, l’onorevole Corbyn ha confermato sì di aver detto “stupida” ma si è rifiutato di scusarsi, asserendo che la parola successiva non sarebbe stata “donna” (“woman”) ma “gente” (“people”). Tuttavia, quasi tutti i lettori delle labbra consultati da politici e giornalisti in Inghilterra concordano sul fatto che Jeremy Corbyn abbia definito Theresa May una “stupida donna”: è impossibile confondere la “P” di “people” con la “W” di “woman”. Il rifiuto di scusarsi del politico laburista ha scatenato incredulità e rabbia sui banchi dei conservatori. Il capo della House of Commons, Andrea Leadsom (anch’essa una donna) ha dichiarato che il pubblico “trarrà le proprie conclusioni” e che Corbyn avrebbe rivolto il medesimo insulto anche a lei.

Persino alcune parlamentari laburiste, presenti durante il discusso avvenimento, hanno condannato le dichiarazioni del loro capo politico. Ma questa “rivolta” in seno ai labour avrebbe ottenuto, come sola reazione, quella di una minaccia di morte contro una di loro da un fanatico di Corbyn. Sembra dunque che, quando almeno sottoposto a stress, anche il leader socialista inglese pro immigrazione, pro teoria del “gender” e pupillo delle pop star e degli attori aglosassoni, perda un po’ della sua sbandierata “correttezza” politica e anche la stoffa del gentleman.

Ilaria Paoletti

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