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Berlino, 29 mag – In una recente intervista rilasciata alla Cnn (tradotta in italiano dal Corriere della Sera), il cancelliere tedesco Angela Merkel ha rilasciato le solite dichiarazioni scialbe e scontate, com’è del resto nel suo stile algido e compassato: il populismo pericolo per la democrazia, il (presunto) ritorno dell’antisemitismo, la bontà delle politiche di austerità economica e altre simili banalità. A un certo punto, però, l’attenzione del lettore – specialmente italiano – non può che destarsi. Quando l’intervistatrice della Cnn, Christiane Amanpour, le chiede un commento sull’ostilità che l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis nutre verso di lei, la Merkel risponde: «Molti nemici, molto onore».

La Merkel ha citato Mussolini?

Me è mai possibile che la Merkel, solitamente misurata e accorta nell’utilizzo delle parole, abbia citato un motto che, in Italia, viene spesso e volentieri associato al capo del fascismo? Intanto vediamo il contesto in cui si cala la citazione: «Resto dell’avviso che la Grecia diventerà un Paese prospero solo a condizione di attuare le riforme: ho lottato in questo senso, ma anche per mantenere la Grecia nell’eurozona. In Germania abbiamo un detto, “Molti nemici, molto onore”, e questo si riflette nell’opinione che Varoufakis ha di me». In effetti, quando a pronunciare il famoso motto «mussoliniano» fu Matteo Salvini, il vicepremier leghista fu accusato di far proprie parole d’ordine di chiara marca fascista. Ma le cose stanno veramente così?

Il mercenario del Kaiser

In realtà il motto – come dice giustamente la Merkel – è piuttosto diffuso in Germania e risale al lanzichenecco tedesco Georg von Frundsberg. Questi, tra i più famosi capitani di ventura del Rinascimento, offrì specialmente agli Asburgo i suoi servigi di mercenario. Secondo le cronache, il motto «molti nemici, molto onore» (in tedesco Viel Feind’, viel Ehr’) sarebbe stato pronunciato da Frundsberg nel 1513 in seguito alla vittoria riportata nella battaglia di Creazzo, in cui le sue truppe sconfissero un soverchiante esercito veneziano. Insomma, possiamo concludere che la Merkel non è stata affatto conquistata dal fascino di Benito Mussolini…

Valerio Benedetti

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