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Mosca, 29 mar – Il Cremlino, dopo aver atteso il momento opportuno, si esprime ufficialmente sul caso Skripal e sull’allontanamento dei suoi diplomatici da Stati Uniti e numerosi Paesi dell’Unione europea. Innanzitutto Mosca, per bocca del portavoce presidenziale Dmitri Peskov, annuncia rappresaglie: «La nostra risposta arriverà a tempo debito, in modo che serva gli interessi della Russia».
Vengono inoltre sollevati molti dubbi sulla versione degli eventi fornita dal Regno Unito sul tentato omicidio di Skripal: «Chi caccia i nostri diplomatici – prosegue Peskov – chieda le prove a Londra. Ci aspettiamo che i Paesi che hanno deciso di espellere i nostri diplomatici, come atto di solidarietà nei confronti della Gran Bretagna, alla fine vedranno la necessità di chiedersi se le informazioni che vengono presentate come prova del coinvolgimento della Russia negli eventi di Salisbury possano essere considerate affidabili».
In sostanza, il Cremlino rifiuta la versione diffusa dal governo britannico sul caso Skripal e passa al contrattacco con un comunicato del ministero degli Esteri: «L’analisi di tutte le circostanze dimostra che le autorità di Londra non hanno interesse nel chiarire i motivi reali e nell’identificare gli esecutori dei crimini a Salisbury. Questo ci fa pensare a un possibile coinvolgimento dei servizi speciali britannici: se non ci verranno fornite prove convincenti del contrario, riterremo di essere di fronte a un attentato alla vita dei nostri concittadini e a un’enorme provocazione politica».
Vittoria Fiore

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1 commento

  1. E il pupazzo dei globalisti stranieri Gentiloni ha cacciato 2 diplomatici russi avendo un governo che si doveva occupare per legge solo della ordinaria amministrazione essendo non rappresentante del parlamento attuale.E prova a prenderci per i fondelli facendo un atto che di ordinario non ha nulla dato che espone l’intero paese a ritorsioni anche gravi e pienamente leggittime da parte russa

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