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Roma, 29 mar – Il braccio di ferro Salvini-Di Maio per lo scranno da presidente del Consiglio non porta da nessuna parte, i due vincitori delle elezioni lo sanno. Ma fa parte del gioco della politica. “Oggi ci siamo scritti e vedrò Di Maio prima delle consultazioni ma dire ‘io io io’ non è il miglior modo di dialogare. Gli servono 90 voti. Da solo dove va?“, dice il leader della Lega. “Vuole fare il governo con i 50 voti del Pd di Renzi in accordo con Berlusconi? Auguri!“, ribatte il leader del Movimento 5 Stelle. “Non farò il ministro di Di Maio”, replica Salvini. Ma Di Maio su Palazzo Chigi non sembra transigere.
Comunque, le consultazioni al Quirinale inizieranno mercoledì 4 aprile. Pare ormai chiaro che il primo giro andrà a vuoto. Perché un’intesa Lega-M5s è inibita dalla volontà di Salvini di includere Forza Italia (i grillini vogliono tagliare fuori Berlusconi). Intanto i 5 Stelle provano a rilanciare, con un incontro previsto per oggi “sui programmi” dei capigruppo di tutti i partiti (il centrodestra parteciperà). Ma il Pd per adesso mette le mani avanti: “Non avranno i nostri voti”, dice Matteo Renzi.
Anche Salvini, a suo modo, cerca di dare una smossa: “O parte un governo o si va subito al voto. Non ci sto a tirare a campare, discutere per un anno di legge elettorale sarebbe devastante“.
Ma torniamo ai passaggi previsti per la formazione del governo: le consultazioni potrebbero esaurirsi senza risultati. A quel punto, come è noto, la parola sta al presidente della Repubblica. E Mattarella potrebbe aspettare fino a che non sarà ora di fare un esecutivo del presidente (con una figura terza che vada bene a centrodestra e 5 stelle), oppure aperto a tutti in nome della governabilità. Insomma le scadenze in materia di politiche economiche (i diktat della Ue) potrebbero essere un’ottima giustificazione per un governo che non rispetti il mandato elettorale (che di fatto, ricordiamolo, è stato un pareggio).
Quello che sa anche il capo dello Stato è che non si possono formare governi insieme con un centrodestra senza Forza Italia, perché Salvini non può essere separato da Berlusconi.
L’impasse quindi potrebbe durare a lungo. Anche perché il Pd, seppure corteggiato, per come sta messo, si spaccherebbe (ancora di più) con qualsiasi delle alleanze possibili.
Ecco quindi che, ripetiamo, la palla sta a Mattarella, il quale di certo eviterà due cose: tornare al voto (Bruxelles non vuole), formare un governo precario o di passaggio (vuole dare garanzia di stabilità).
Adolfo Spezzaferro



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1 commento

  1. Lo scugnizzo furbetto Di Maio (gay secondo Sgarbi come il suo responsabili relazioni istituzionali Vincenzo Spatafora) dice “Il voto dei cittadini va rispettato” !!
    Si è un po’ montato di molto la testa; l’m5s (non lui) hanno preso il 32% che è 1/3 dei voti circa, non la maggioranza!!!Il centrodestra, malgrado Berlusconi che non ha creato un erede degno per contrastare al sud il m5s, ha preso il 37% dei voti ed ha piu’ diritto di governare.

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