Roma, 24 lug – I primi diamanti in Namibia sono stati scoperti nel lontano 1908 e da allora l’estrazione e il commercio di queste pietre preziose danno un contributo importante alla crescita economica di questa nazione. Al momento i diamanti rappresentano il 25% dei minerali esportati e l’intera industria diamantifera contribuisce per il 20% delle tasse pagate dalle imprese.

I diamanti grezzi della Namibia

In Namibia vi sono, per l’esattezza, 11 società che puliscono e tagliano diamanti e che impiegano 900 persone. Il governo di Windhoek intende però fare molto di più, visto che sono ancora tanti i diamanti grezzi che vengono esportati, puliti e poi tagliati fuori dal Paese africano. Tutto ciò ha dei costi economici considerevoli, se consideriamo che sono la pulitura e il taglio a dare ai diamanti il loro valore. Per questo il governo di Windhoek punta ad attuare tali operazioni in Namibia, al fine di generare più ricchezza e lavoro.

L’India sbarca in Namibia

Così le autorità namibiane stanno lavorando con investitori internazionali per aprire nuovi laboratori per la pulitura e il taglio dei diamanti e questo impegno sta già dando importanti risultati. E’ infatti di pochi giorni fa la notizia che la società indiana Finestar ha aperto un nuovo laboratorio per il taglio dei diamanti che impiega 50 persone. Di queste, il 35% è composto da donne, è specializzato nella lavorazione di pietre da un carato e ha la capacità di pulire 1.000 carati al mese. Da parte sua il direttore di Finestar ha sottolineato l’importanza di questo investimento che dimostra la capacità della Namibia di attrarre investimenti stranieri in settori strategici. In questo caso si tratta di un laboratorio che possiede i macchinari più avanzati per tagliare i diamanti in tutte le forme richieste dal mercato.

Giuseppe De Santis

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