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Roma, 25 dic – La cattedrale di Notre Dame torna a splendere di musica. Per la prima volta dal terribile incendio che la devastò nell’aprile del 2019, nella meravigliosa chiesa gotica di Parigi è stato organizzato un concerto di Natale. A Notre Dame i pesanti danni causati dalle fiamme lo scorso anno sono purtroppo ancora evidenti e i lavori di ristrutturazione ancora in corso. E proprio per questo i componenti del coro hanno voluto celebrare in modo tanto singolare quanto commovente il ritorno in cattedrale, indossando elmetti e tute da cantiere. Il concerto, senza pubblico, è stato registrato all’interno della cattedrale a metà dicembre e in Francia è stato trasmesso in televisione – sul canale France 2la sera della Vigilia di Natale. I coristi hanno eseguito brani di Mozart e Schubert, ma anche pezzi più “semplici e leggeri”, come il classico natalizio “Jingle Bells”.





Notre Dame, un commovente concerto di Natale

“E’ stato molto commovente. E’ la prima volta che torniamo tutti nella cattedrale di Notre Dame dopo l’incendio. È stato un momento pieno di emozioni”, dice a FranceInfo il violoncellista Gautier Capucon che, assieme a un organista, ha accompagnato i coristi.
Le immagini del concerto sono state precedute da due documentari: “Notre-Dame de Paris, l’Epreuve des Siècles” narrato da Sophie Marceau e “Luoghi della leggenda: Notre-Dame de Paris”. La serata di Notre Dame è stata presentata da Stéphane Bern.

“In questo momento in cui non abbiamo più il diritto di fare concerti, è molto simbolico poter fare musica insieme”, dichiara Capucon. “Sono arrabbiato perché non possiamo fare concerti, penso che questi luoghi dovrebbero essere aperti poiché hanno protocolli sanitari riconosciuti“, precisa il violoncellista. Dello stesso avviso il soprano Julie Fuchs: “Le misure sanitarie non ci spaventano più. Ciò che ci spaventa è non poter fare musica nonostante il rispetto di queste misure al 10.000%“. Ma “niente potrà mai sostituire il pubblico né per gli artisti sul palco né per il pubblico stesso”, aggiunge Fuchs.

Eugenio Palazzini

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