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Roma, 2 gen – Una delle ragioni per cui la Nigeria ha una bassa crescita economica risiede nel fatto che, pur esportando petrolio, importa tutto il resto. Oltre a costare una fortuna in termini di valuta pregiata, ciò impedisce la nascita di un comparto industriale manifatturiero. Una situazione che, sul lungo termine, non può garantire sviluppo.

Negli ultimi anni non pochi imprenditori hanno cercato di produrre in loco prodotti agricoli e altre merci per ridurre le importazioni. Degna di nota, a tale proposito, la raffineria che il miliardario nigeriano Aliko Dangote sta costruendo per produrre tutti i carburanti di cui la Nigeria ha bisogno senza doverli importare. Oppure gli sforzi fatti dal governo per raggiungere l’autosufficienza nella produzione di riso e pomodoro.

Una nuova acciaieria nel futuro della Nigeria

Senza dubbio di progressi in questo campo ne sono stati fatti. Tanto altro resta ancora da fare, sempre in ottica di ridurre la dipendenza dalle importazioni. Per questo riveste una spiccata importanza l’investimento da un miliardo e mezzo di dollari fatto da Mines Limited e African Natural Resources in Jene, nello stato di Kaduna, per la costruzione e l’esercizio di un’acciaieria. Una volta a regime produrrà un milione di tonnellate di acciaio all’anno, permettendo alla Nigeria di ridurre sensibilmente il relativo import (fino ad azzerarlo) con grandi benefici per la sua bilancia commerciale.

Il governo è particolarmente soddisfatto dell’investimento non solo perchè permetterà di risparmiare valuta pregiata. L’acciaio prodotto incentiverà infatti la nascita di un rilevante indotto. Sul medio termine l’obiettivo è quello di attirare in Nigeria industrie automobilistiche che possano produrre veicoli non solo per il mercato locale, ma anche per le nazioni confinanti.

L’esecutivo di Lagos è ben consapevole che non esiste industrializzazione senza acciaierie. Per tale motivo vede in questo investimento un volano per far nascere un settore manifatturiero che porterà importanti benefici all’economia della Nigeria.

Giuseppe De Santis

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