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Crisi di governo alle porte? Renzi sfida Conte, acque agitate anche nel Pd

by Nicola Mattei
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crisi di governo

Roma, 2 gen – Gestione del Recovery Plan da un lato, la Fondazione per la cyber sicurezza dall’altro. Sono queste le due “mine” pronte a scoppiare in mano all’esecutivo Conte. Con il rischio, sempre più concreto, che dalle parole si passi ai fatti. Innescando una crisi di governo dai rischi esiziali per la tenuta della maggioranza gallofucsia.

La crisi di governo secondo Renzi…

A lanciare la bordata ha pensato l’immancabile Matteo Renzi. Già da tempo in linea di collisione con il premier, le rassicurazioni sul Recovery Plan non sembrano averlo convinto. “Se le nostre idee danno fastidio, andiamo all’opposizione. Se ha scelto di andare a contarsi in aula accettiamo la sfida“, ha dichiarato nel corso di un’intervista al Messaggero.

Solo una questione di poltrone e spartizione di potere? Non sembrava pensarla così la sua eminenza grigia Maria Elena Boschi: “Se le nostre idee non piacciono, allora le nostre poltrone non servono. Secondo me Conte fa affidamento sui transfughi in Parlamento“, dice, dando quasi per certa una pattuglia di “responsabili” pronti a rintuzzare le fila della maggioranza nel caso in cui Italia Viva dovesse fare un passo indietro.

La sfida, insomma, è lanciata. E il guanto della verifica in parlamento raccolto. Anche a costo di innescare una crisi di governo quasi al buio. Il tutto però con una sponda, secondo l’interprerazone data dall’ex presidente del Consiglio al discorso di fine anno, non indifferente: quella del Quirinale. “Al capo dello Stato va portata la soluzione” perchè perché “Palazzo Chigi oggi appare immobile davanti all’emergenza” avrebbe detto Renzi.

…e secondo il Pd

Non c’è però solo l’enfant terrible di Rignano sull’Arno a soffiare sul fuoco. Anche dalle parti del Pd, dove solitamente sono più compassati, le acque si agitano.

A tenere banco è la Fondazione sulla cyber sicurezza, pallino di Conte che però in casa dem vedono come una sorta di struttura parallela a quella dei servizi segreti. E che finirebbe direttamente in mano al premier. Ipotesi da più parti considerata inaccettabile. Tanto da strappare al ministro della Difesa Lorenzo Guerini parole abbastanza pesanti: “inevitabile la crisi di governo, visto come si sono messe le cose”.

Nicola Mattei

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3 comments

Faraday 2 Gennaio 2021 - 12:52

Sulla questione cyber sicurezza, elettrica, magnetica, ci giochiamo quasi tutto. Non dovevamo arrivare a questo punto ma purtroppo ci siamo arrivati.

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Laziale 2 Gennaio 2021 - 1:34

Che aspettano a levasse dar cazzo stemmerde? Altrimenti lo faremo noi co la guerra civile

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Il governo frena sulle riaperture. Cosa si può fare e cosa no dal 7 gennaio – Notizie Dal Mondo 3 Gennaio 2021 - 11:10

[…] giallofucsia, che nel frattempo è scosso dai tuoni renziani, sta valutando di prolungare la zona rossa fino a metà gennaio nei fine settimana. Ciò significa […]

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