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Il primo ministro neozelandese John Key

Wellington, 23 set- Rifugiati climatici? Non scherziamo. La Nuova Zelanda non abbocca ed espelle quello che poteva passare alla storia come il primo profugo accolto in un Paese straniero a causa dei cambiamenti climatici. Si tratta di Ioane Teitiota, 38enne originario di Kiribati, un piccolo stato-arcipelago nel Pacifico, si è infatti visto rifiutare la sua richiesta di asilo e oggi è stato espulso dallo stato dell’Oceania.

Arrivati in Nuova Zelanda nel 2007, Teitiota e la moglie Angua Erikava sono rimasti nel paese anche dopo che i loro permessi di lavoro erano scaduti nel 2010. Da qui la richiesta dello status di rifugiato climatico: l’uomo sostiene infatti di non poter tornare nel suo Paese perché l’innalzamento del livello delle acque marine provocato dai cambiamenti climatici mette a rischio l’isola da cui proviene. Il primo ministro neozelandese John Key in persona ha però respinto l’argomento dei mutamenti nel clima: “Abbiamo regole da rispettare, altrimenti il sistema perde di validità – ha detto a Radio New Zealand – Non credo che questo sia un argomento credibile per una domanda di asilo”.

Lo scorso luglio la Corte Suprema aveva a sua volta opposto il suo diniego, spiegando che se Kiribati “indubbiamente affronta delle sfide, il signor Teitiota, se ritorna, non è esposto a grave danno”. Teitiota è stato imbarcato su un volo presso l’aeroporto di Auckland, dopo che il ministro per l’Immigrazione Craig Foss ha respinto un appello dell’ultimo minuto per permettergli di restare per motivi umanitari. Anche la sua famiglia dovrà rispondere a un ordine di espulsione, ma gli è stato accordato il permesso di rimanere per un ulteriore settimana per preparare la partenza. Ora tutto sta a non dirlo alla Boldrini, che in uno dei suoi più deliranti discorsi parlò della necessità di aprire le porte anche ai “rifugiati climatici” o “eco-rifugiati”.

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