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Roma, 23 gen – Quando si parla di prestiti concessi alle nazioni africane è facile pensare a enti come la Banca Mondiale o alle realtà della cooperazione internazionale, siano esse governative o non governative. Esiste però un’altra istituzione, che da tempo gioca un ruolo fondamentale. Parliamo della Banca Africana di Sviluppo. Fondata nel 1964, ha come azionisti i governi africani e concede prestiti principalmente (ma non solo) per finanziare progetti infrastrutturali. Di recente i suoi dirigenti si sono posti come obiettivo strategico quello di sostenere l’elettrificazione dell’Africa puntando su fonti rinnovabili, così da eliminare uno dei più rilevanti ostacoli allo sviluppo del continente nero, vale a dire la mancanza di accesso stabile e sicuro all’energia elettrica.

Una nuova centrale idroelettrica per la Tanzania

I progetti finanziati a tale scopo sono tanti. L’ultimo è il prestito da 120 milioni di dollari erogato alla Tanzania per costruire una centrale idroelettrica nella regione di Kigoma, area occidentale della nazione. Con 50 megawatt di potenza installata, una volta operativa fornirà energia pulita a 133mila famiglie. Il progetto comprende, oltre alla realizzazione della centrale, quella di una linea di trasmissione da 54 chilometri che verrà collegata alla rete elettrica nazionale. Previsti anche lavori specifici per l’elettrificazione delle campagne che includono la connessione alla rete principale di tutti i centri abitati dell’area.
La costruzione di questa centrale richiederà l’impiego di 700 lavoratori e, una volta in funzione, ridurrà il costo della bolletta energetica. Questo grazie alle tecnologie che permettono di abbassare sensibilmente i prezzi di produzione. Oltre a ridurre l’inquinamento, la nuova centrale idroelettrica della Tanzania ridurrà anche gli esborsi per le imprese, che non saranno più costrette a dover ricorrere a costosi generatori di riserva oggi necessari in caso di (frequenti) blackout. Un piccolo ma deciviso particolare che agevolerà lo sviluppo dell’intera regione.
Giuseppe De Santis

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