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Roma, 12 apr — Sono un uomo ma mi identifico come donna, quindi sono una donna e pretendo di avere accesso a strutture per sole donne: così si può riassumere il caso di un 46 enne sedicente cattolico belga che, identificandosi come una donna, ha fatto richiesta di diventare suora e di entrare in convento per vivere il resto della sua vita «come religiosa». «In qualsiasi convento mi registri, le suore sono entusiaste. Ma non è permesso dalle regole», si sfoga a Radio 2 Antwerp «Eefje» Spreuters, protagonista della vicenda.

Il trans che si identifica come suora

Secondo quanto riportato da VRT.be l’uomo si veste da donna da oltre un anno e avrebbe già iniziato a identificarsi come una suora, pur non avendone alcun titolo o diritto. Ma nel 2021 basta dire «Mi chiamo suor Eefje», come ha fatto il signor Spreuters, per esserlo davvero. «Mi sono sempre sentito una donna e sono stato cresciuto molto religiosamente, soprattutto da mia madre. Per tutta la vita ho voluto andare in monastero. Come uomo ho avuto una vita dura, ora voglio la pace», ha spiegato con candore. Ha poi aggiunto che se Papa Francesco non soddisferà la sua richiesta, inizierà un ordine tutto suo, «per gli uomini che si identificano come donne» e vogliono identificarsi come suore religiose.

“Inizierò il mio ordine monastico”

«Ho chiesto alle suore dell’Ordine delle Clarisse. La settimana scorsa ho avuto contatti con le suore di Brecht, le trappiste. Non hanno potuto rispondermi [sull’adesione] perché non sapevano se potessi entrare come donna trans. Ho detto che avrei iniziato io stessa un ordine monastico, e le monache hanno risposto con interesse ed entusiasmo. Se necessario, andrò dal Papa in Vaticano. La mia vocazione è più forte che mai».

La Chiesa (per ora) risponde picche

L’avvocato della Chiesa Rik Torfs ha riferito a Radio 2 Antwerp ha risposto picche al signor Spreuters, specificando che la Chiesa «mantiene la visione antropologica che il sesso biologico con cui sei nato è immutabile» e che «Per la Chiesa cattolica, Eefje rimane un uomo e non è il benvenuto in un monastero femminile». Dopo le carceri femminili, i bagni pubblici e gli sport, ecco quindi un altro contesto, riservato alla sola fruizione femminile, che si potrebbe prestare all’invasione di campo da parte di quegli uomini che un bel giorno si svegliano e decidono di essere donne. Il tutto supportato dalla narrazione politicamente corretta e gender fluida che non solo lo permette, ma addita come transfobiche le donne che osano ribellarsi a questa schifezza.

Cristina Gauri

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7 Commenti

  1. Mi sa che dovete informarvi meglio su queste problematiche…siete rimasti un po’ indietro, eh? “Uomini che una mattina si svegliano…” fa ridere i polli. A meno che quello di far ridere non fosse il vostro scopo.

  2. Quanta ignoranza dietro quel “uomini che una mattina si svegliano…”. A meno che quello di far ridere non fosse il vostro obiettivo.

    • Qui siamo di fronte ad un “soggetto” (anche se fossero “soggetti”, non cambia) che decide tutto lui…
      Non fa ridere perché siamo a livello di patologia!
      (Certo, gli individui che a seconda di come si svegliano si comportano non mancano, gentile Vittoria).

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