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Roma, 3 mar – La Danimarca è la prima nazione in Europa ad affermare senza mezzi termini che adesso Damasco è una città sicura e dunque i rifugiati siriani possono tornare a casa. Non si tratta di un obbligo, ovvero non vi sarà un rimpatrio coatto, ma l’indicazione di Copenaghen è chiara. La nazione scandinava ha infatti deciso di togliere lo status di rifugiati a 94 immigrati siriani, chiedendogli esplicitamente di far ritorno nella loro nazione di origine.

Damasco è sicura, i rifugiati siriani “tornino a casa”

Il ministro danese per l’Immigrazione, Mattias Tesfaye, già il mese scorso sosteneva che i rifugiati sapevano che la protezione sarebbe stata temporanea. “Abbiamo chiarito ai rifugiati siriani che il loro permesso di soggiorno è temporaneo. Può essere ritirato se la protezione non è più necessaria”, ha detto Tesfaye al quotidiano britannico Telegraph. “Dobbiamo proteggere le persone per tutto il tempo necessario. Ma quando le condizioni nel paese d’origine migliorano, un ex rifugiato dovrebbe tornare a casa e ristabilire una vita lì”.

Immigrazione, la linea dura della Danimarca

Di tutt’altro avviso Steve Valdez-Symonds, direttore dell’ufficio diritti dei rifugiati e dei migranti di Amnesty International Regno Unito: “Cercare di costringere le persone a tornare nelle mani di quel regime brutale è un terribile affronto alla legge sui rifugiati e al diritto delle persone di essere al sicuro dalle persecuzioni”, dice Valdez-Symonds. A quest’ultimo sfugge evidentemente che la Siria ha sconfitto il terrorismo jihadista dell’Isis, è una nazione laica e assicura sostanziale libertà religiosa ai propri cittadini. Al contrario il governo danese (di centrosinistra) fa intendere di voler proseguire con la linea dura sull’immigrazione, visto che da tempo sta adottando misure decisamente severe al riguardo. Il premier Mette Frederiksen, non a caso, ha dichiarato che la Danimarca arriverà a “zero richiedenti asilo ammessi nella nazione”.

“Riaprire il dialogo con Assad”

Ma a ben vedere c’è di più. Perché in quest’ottica a incalzare per una riapertura delle relazioni diplomatiche con la Siria è pure il partito liberal-conservatore Venstre, principale partito di opposizione danese. Il quotidiano Jyllands-Posten riporta le parole del portavoce di Venstre, Mads Fuglede: “Prevedo un accordo quadro per il rimpatrio delle persone e alcune garanzie che possano tornare senza subire persecuzioni”, dice Fuglede. “Se la Danimarca non pensa che si possa fare, dovremmo spingere per il dialogo con il regime di Assad a livello dell’UE”. Pur considerando quella siriana “una dittatura criminale”, Fuglende – in un post su Facebook – ammette che la “Siria è diventata più sicura intorno a Damasco e ora (i rifugiati, ndr) potrebbero tornare in sicurezza nel loro paese”.

Eugenio Palazzini

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