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Bruxelles, 1 mar – Crescono le pressioni all’interno del Partito popolare europeo per espellere Fidesz del premier ungherese Viktor Orbàn, “reo” di aver attaccato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker sull’immigrazione.

Sale a quattro il numero dei partiti all’interno del gruppo dell’Europarlamento che hanno sottoscritto la richiesta al presidente del Ppe per espellere o almeno sospendere la formazione ungherese dal gruppo di centrodestra.

Tre partiti hanno firmato una lettera indirizzata al presidente Joseph Daul in cui si chiede l’espulsione di Fidesz, Si tratta dei Cristiano-Democratici e Fiamminghi (CD&V), il Centro democratico umanistico vallone (cdH), entrambi partiti del Belgio, e i Cristiano sociali lussemburghesi (CSV), come confermato a politico.eu.

Il Centro Democratico Sociale portoghese invece in un’altra lettera sempre indirizzata alla presidenza del Ppe ha chiesto l’espulsione o la sospensione di Fidesz.

Le motivazioni della richiesta

Le richieste arrivano dopo la decisione del governo ungherese di lanciare una campagna contro Juncker, membro storico del Ppe.

Anche gli olandesi dei Cristianodemocratici hanno riferito di aver fatto presente a Daul la necessità di un dibattito su Orbàn e il suo partito. I Moderati svedesi hanno detto recentemente di voler chiedere l’espulsione di Fidesz, posizione simile a quella del Partito di coalizione nazionale finlandese.

Non c’è posto tra di noi per chi va continuamente contro l’ideologia e i valori cristiano-democratici“, afferma il leader dei Cristiano-Democratici e Fiamminghi Wouter Beke.

La campagna di Budapest contro Juncker

Il governo ungherese ha lanciato una campagna di informazione sui “piani di Bruxelles a favore dell’immigrazione“, per far conoscere ai cittadini le proposte che “mettono in pericolo la sicurezza di Budapest“.

L’iniziativa è stata sponsorizzata anche via Facebook, sull’account ufficiale dell’esecutivo, con il manifesto che ritrae il “papà delle Ong-trafficanti di esseri umani” George Soros e il presidente della Commissione Ue Juncker, in chiaro riferimento alla loro complicità su un piano di “invasione di massa” dell’Europa.

Ludovica Colli

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