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Peshawar, 20 gen – Nell’Università Bacha Khan di Charsadda, a circa 50 km da Peshawar in Pakistan, un commando di talebani appartenenti alla formazione Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP– talebani del Pakistan) ha fatto irruzione alle ore 9.30 locali (5.30 in Italia) uccidendo 22 persone all’interno del campus universitario dove studiano circa 6 mila giovani. Si stava svolgendo un recital di poesie che prevedeva la presenza di circa 600 tra studenti e professori.


I terroristi del commando talebano rimasti uccisi sono quattro, secondo quanto annunciato dal generale delle Forze Armate pakistane, Asim Bajwa, tramite Twitter: “I cecchini hanno ucciso altri due terroristi. Al momento sono quattro i terroristi uccisi. Tutti gli edifici sono in mano all’esercito. L’operazione continua”.

Nawaz Sharif, primo ministro del Pakistan, attualmente in Svizzera per la partecipazione al Forum di Davos, così si esprime: “Chi uccide studenti innocenti non ha fede né religione e siamo determinati a spazzare via la minaccia del terrorismo dal nostro paese”.

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Il bieco oscurantismo talebano colpisce ancora una volta le scuole: come nel nel dicembre 2014, quando i talebani si resero artefici del massacro di 150 persone (soprattutto bambini) in una scuola frequentata di figli di militari.

Non è un caso se proprio nei pressi di Peshawar, nel nord ovest del paese, vicino al confine afghano, sia avvenuta questa strage: fino a che la porosa frontiera con l’Afghanistan non verrà messa in sicurezza, noto luogo di traffico di armi, droga e campi di addestramento per fondamentalisti talebani, la lotta al terrorismo per entrambi i paesi centroasiatici sarà un’utopia.

Ada Oppedisano

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