Roma, 13 apr – Nell’immaginario collettivo la Scandinavia e la Svezia in particolare sono associate a natura incontaminata in perfetto equilibrio con una società tecnologicamente avanzata e con un rapporto uomo donna paritario sotto tutti gli aspetti e le sfaccettature. Gli uomini vanno in piazza a battersi il petto nelle manifestazioni di piazza del “Me Too” e confessano di aver fatto apprezzamenti pesanti alla loro collega di lavoro tipo “Jag tycker om kvinnorna  i skjol” (“mi piacciono le donne in gonna”) la quale chiaramente rimane turbata per mesi da questa ardito complimento, tale da costringerla a tornare ai più sobri pantaloni più o meno attillati.

Tutti sono compressi in questa confessione collettiva, momento culmine di una società fermamente radicata nell’assioma uomo carnefice e donna vittima. Sentito è lo sconcerto su simili pesanti proposte che spesso anche se denunciate alla polizia, vengono fatte decadere, per mancanza di risorse umane da parte dei solerti vigilanti della legge occupati tra multare pirati della strada che superano i 40 orari su una strada con il divieto a 30 e criminalità d’importazione che fa saltare in aria il portone centrale della questura di Helsingborg (la quinta città della Svezia per numero di abitanti) nella completa impunità.

Isteria collettiva

Il momento d’isteria collettiva si raggiunge, in queste flagellazioni morali di massa, quando si arriva alla disparità di stipendi tra uomo donna che raggiunge in certi settori a parità di mansione la terribile cifra di un 100 euro mensili. In quel momento l’acme flagellativo raggiunge il culmine: gli uomini che non erano riusciti a sgattaiolare prima per seri impegni guardano per terra i loro stivali di gomma immersi nella pioggia battente, mentre le loro compagne sono in un’ira dai connotati vagamente risorgimentali, che sfogheranno in serata in una delle palestre riservate solo alle donne finalmente libere dagli sguardi indiscreti di uomini che esercitano la loro vista periferica sugli attillatissimi panta collant.

In questo paese così avanzato, dove le donne lavorano ed hanno spesso incarichi dirigenziali e rilevanti nonostante le gravi discriminazioni di cui sono oggetto poc’anzi descritte, ci si aspetterebbe di avere notizie di un quadro statistico confortante riguardo la salute mentale della donna scandinava ed in particolare svedese. La televisione inonda in maniera “sovietica” esempi di donne dedite alla thai boxe, pugilato, viaggi estremi nell’artico e via dicendo. Mentre sull’altro versante si accarezza virtualmente immagini di ragazzi in crisi psicologica da quando è stato reintrodotto il terribile servizio militare, dove per 5 giorni a settimana saranno impegnati nei rudimenti dell’arte della guerra, si sopravvive chiaramente solo perché il fine settimana si va a casa! Certo anche le donne possono ambire ad indossare la divisa e lo fanno con una aggressività degna di una ardito di dannunziana memoria come al solito riportata alla evidenza da televisioni e giornali.

Malattie psichiche

In questo contesto, ci si aspetterebbe di trovare delle statistiche con felicità a palate e stabilità psichica per quanto riguarda le donne in questo paradiso di valchirie. La visione della seguente tabella di dati sulla salute psichica della popolazione svedese ha però incominciato a porre in crisi questa immagine idilliaca.

malattie psichiche donne svezia

Come si evince dai dati, frutto dell’efficiente sistema statistico sanitario svedese, su una popolazione di quasi cinque milioni e quattrocentomila pazienti registrati in età adulta, nel sistema sanitario svedese oltre due milioni soffrivano nel 1998 di disturbi psichici di varia natura, tali da indurre una diagnosi e verosimilmente una conseguente terapia. Se andiamo all’ultima colonna abbiamo il rapporto numerico tra donne e uomini in riferimento alla singola diagnosi.

A prima vista risalta agli occhi la prevalenza delle patologie psichiche tra le donne rispetto agli uomini. In alcuni si casi si arriva al rapporto 2 donne ammalate per ogni uomo. Solo per quanto l’abuso di alcool il rapporto è invertito e gli alcool dipendenti sono in rapporto di una donna per due uomini.

I dati sono riferiti al 1998 ma facendo un controllo su indici statistici più recenti la tendenza risulta invariata, le donne soffrono di malattie nervose in maniera più frequente degli uomini. Pur datata al 1998, offre un’immagine comparata della salute psichica degli uomini e delle donne svedesi e non si riescono a trovare tabelle così esemplificative più recenti.

I dati possono essere collegati allo sforzo psicologico giornaliero della donna nell’inseguimento di una parità dei sessi a tutto campo anche in settori tradizionalmente più ostici all’universo femminile. Una donna, poliziotto, soldato, muratore, carpentiere, trova se non rare eccezioni una strada più in salita rispetto ad i colleghi maschietti per raggiungere gli stessi standard in ambito lavorativo. Prendere sulle spalle un manichino di sessanta chili e portarlo fuori da un’area dove si simula un incendio è una prova impegnativa per parecchi uomini e madre natura ancora non si è attrezzata alle richieste di emancipazione della società scandinava degli anni 2000. Ma lo stesso si potrebbe dire per incarichi manageriali dove ti porti a casa il lavoro e con esse le sue pressioni psicologiche.

Famiglie in crisi

Per contro la stessa madre natura non rende insensibili le donne all’esigenza di avere figli ed il peso di una famiglia si riversa maggiormente sulle mamme per quanto i bravi uomini svedesi facciano di tutto per fare la loro parte. Ma vedete, gli scandinavi abitano per la massima parte in grandi, moderne baite, leggasi villone di legno, e quando tornano a casa da un lavoro eretto a religione di vita, si devono occupare della costante manutenzione di queste abitazioni. Lavori manuali che spesso vengono lasciati all’uomo dalle loro consorti che per forza di cose si prendono cura della cucina, dei bimbi, almeno due, e l’immancabile cane. Trovare elettricisti ed idraulici è un operazione difficile e costosa nell’avanzata Scandinavia e la pressione psicologica sugli uomini che devono essere ”handig=capaci a far tutto” non è inferiore a quello dello loro mogli. Ad un certo punto l’idillio delle 3 V,(Volvo, Villa, Vove-cane) si rompe e scatta il divorzio abbondantemente sopra il 50% nel paese di Emil di Astrid Lindberg.

Nella maggior parte dei casi sono le donne a chiederlo ma nel contempo, per quella matrigna di madre natura, sono le stesse a sostenere la botta psicologica di figli che finiscono in depressione od in sindrome ADHD, facilmente diagnosticata ed ancor più facilmente trattata con anfetamina.

Le moderne vichinghe con il passare del tempo hanno più facilità a trovare un compagno che salta sul letto con te per una sera, ma difficoltà a trasformare un “knullkompis=compagno di scopata” in un uomo che lavora per te, che condivide le fatiche quotidiane del paradiso 3V che proprio lei stessa nella maggior parte delle occasioni ha infranto.

Ad un certo punto qualcosa in questa donna iper produttiva, in carriera, emancipata e pronta a prendere il suo destino nelle mani si rompe e compare una patologia psichica di varia natura a cui l’apparentemente iper avanzato sistema sanitario svedese dà una risposta palliativa (farmacologica) che tiene a bada i sintomi senza curare le cause. A tutto questo si uniscono giornate di malattia, la produttività sul lavoro cala e con essa anche gli aumenti di stipendio che già avevano risentito del divorzio, visto che i bambini si ammalavano di più e la mamma si doveva mettere in  aspettativa genitoriale.

L’arcano della differenza degli stipendi a parità di mansione tra uomo e donna viene presto spiegato: il mondo del lavoro non è di per se maschilista ma semplicemente realista, se sei meno presente sul lavoro è difficile pretendere un buon aumento dello stipendio. Maschilista è la società occidentale neoliberista che all’altare della produzione brucia quella micro società fondamento della società umana compostasi in decine di millenni di evoluzione che si chiama famiglia.

La donna viene bruciata, usata, usando lo specchietto dell’allodole del raggiungimento di una parità nei processi produttivi e di distribuzione della ricchezza, su questo altare è costretta a sacrificare, i valori più innati ed il suo equilibrio psichico. Il risultato una marea di donne insoddisfatte della loro vita e di se stesse. Di buone intenzioni è lastricata la strada dell’inferno.

Max Bonelli

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15 Commenti

  1. Sono dati del 1998, non più attuali. Ora la situazione è più che peggiorata, a sentire colleghi svedesi. Sul podio al secondo posto ci sono i tedeschi pronti al sorpasso.

  2. La Svezia è uno dei laboratori dei globalisti occulti che vogliono abbattere le nazioni e le identità per un
    unico governo mondiale da loro dominato su masse indifferenziate e manovrabili sin dalla infanzia.Già da molto vi è stato l’attacco alla loro identità religiosa tant’è che si puo’ denigrare sui media il cattolicesimo ma guai a parlare male dell’ islam.Altra identità che stanno abbattendo è quella sessuale con la promozione della folle teoria gender secondo cui cin sono 65 circa espressioni sessuali diverse.Non è quindi un caso che le donne siano depresse; gli è stato levato il loro ruolo naturale femminile costringendole a comportamenti maschili.
    Sulle cavie svedesi hanno già iniziato a fare accettare in alcune aziende anche il microchip sottocutaneo che gli controlla in ogni dove come fossero vacche.
    La cosa assurda è che alcuni pensano che la Svezia sia un esempio da seguire e un paese moderno.Fortunatamente alcuni svedesi si stanno rendendo conto che i loro politici seguono un agenda dettata da altri per la demolizione della società tradizionale svedese
    ed il suo asservimento a logiche schiavistiche

  3. L’immigrazione sta’ cambiando la Svezia anche etnicamente. È la loro nemesi.
    Il fottuto femminismo, unito all’accoglienza, li farà estinguere.
    Ma i prossimi potremmo essere noi.

  4. sai che novità…
    da decenni dico che il femminismo ha si,fregato gli uomini…
    ma l’inchiappata più bruciante l’hanno presa le donne:

    perchè alla fine,nessuno versa acqua in un secchio bucato…
    e oggi dopo quarant’anni di male bashing,mi sa che arrivano i nodi al pettine:
    ci sono
    sempre meno uomini disposti a sposarsi,
    c’è
    sempre meno gentilezza nei rapporti tra sessi,
    sempre meno coinvolgimento sentimentale da parte degli uomini
    verso le donne….
    e ci sono
    sempre più divorziate,ragazze madri e
    vecchie gattare senza figli,unite a
    sempre più gravidante autologhe con sperma acquistato,
    e sempre più pressione sulla madre single….
    e di conseguenza,sempre meno uomini che accettano di sobbarcarsi una moglie autoctona
    perchè troppo impegnativa,
    sempre più figli di matrimoni misti
    o di stranieri,
    la popolazione autoctona del posto è sempre più in declino,
    e la sharia è visibilmente in dirittura d’arrivo….
    perchè gli svedesi,i finlandesi,i tedeschi ecc
    si stanno chiaramente lavando le mani di tutta la faccenda,
    rinunciando a difendere sia i figli che non ci sono…
    sia le donne che sono viste essenzialmente come inutili e rompiscatole,
    sia la loro cultura,che da decenni viene percepita come un nemico….
    da ogni uomo degno di questo nome.
    PROSEGUE————————————————————————————————————-

  5. SEGUE—————————————————————————————————————-
    era ovvio che tutto questo avrebbe avuto conseguenze,no?
    perchè se agli uomini niente arriva,è ovvio che niente saranno disposti a dare,rifiutando di assumersi la loro “parte” sociale.
    e chi ci rimetterà di più saranno proprio le stesse femministe che con la loro misandria verso
    i loro uomini…
    i loro mariti,
    i loro compatrioti,
    hanno di fatto innescato questa bomba sociale…
    che adesso gli sta scoppiando tra le mani,non ci vuole tanto a vederlo.
    contente loro…
    questo han voluto,e questo avranno.
    sperando che gli piaccia,perchè a questo punto non credo proprio che riusciranno
    a tornare indietro.

    • Mah, potevi essere più sintetico e dire che le donne lo prenderanno nel cu.. dagli immigrati.
      Ma gli stessi faranno prima fuori gli uomini. Il fatto è che ancora troppi sono rincretiniti e parlano di accoglienza.

  6. Pensare che da giovane ero affascinato dalla Scandinavia, dalla bellezza dei suoi paesaggi e soprattutto dal suo benessere civile. Mi sono totalmente ricreduto. Un incubo per ogni persona di buon senso, e naturalmente un sogno per i sinistrosi, il quale la Svezia è il paradigma del loro totalitarismo liberale teso a schiacciare e distruggere chi non si adegua alla loro mentalità e preferisce agire secondo la propria razionalità naturale.
    Per fortuna qualcuno anche nella grande stampa si sta accorgendo di questi deliri. In questi giorni c’è un reportage coraggioso sulla Svezia da parte del “Messaggero” e del “Mattino”, non proprio giornali di estrema destra!
    Leggete e spero rimaniate allibiti da questo paese allucinante:
    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=newssearch&cd=13&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjQmd3onM_hAhUMNOwKHbeeBNQ4ChCpAggtKAAwAg&url=https%3A%2F%2Fwww.ilmessaggero.it%2Fpay%2Fedicola%2Fsvezia_swedbank_scandalo-4408282.html&usg=AOvVaw2ghHMun_qKYCYIWKZxXaBq
    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=newssearch&cd=5&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwj7gZvjnM_hAhVR3qQKHVhsDlEQqQIIOCgAMAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.ilmattino.it%2Fmondo%2Fsvezia_immigrati_ghetti-4419544.html&usg=AOvVaw34GhXL6aFsvNMEDl8Ib7BY

    • Gli svedesi fuori dalla Svezia ci durano mezz’ora…sono altamente inefficiente,pigri,approssimativi e adorano campare perennemente di sussidi di ogni natura..ci vivo in Svezia e raramente vedo uno svedese lavorare, sono tutti “consulenti del cotton fioc” autoproclamati senza qualifiche né titoli di studio…per fare ciò che fa un italiano occorrono quattro svedesi…Vivo in Svezia..

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