Washington, 4 set – Come a voler aggiungere un ulteriore attore in questa commedia dove tutti dicono la loro, sul tema immigrazione anche il generale Martin Dempsey, capo di stato maggiore dell’esercito statunitense, dice la sua. In un’intervista esclusiva rilasciata all’emittente Abc News ha affermato di essere molto preoccupato per il massiccio afflusso in Europa di rifugiati dalla Siria e dal Nord Africa: “Un enorme problema, con cui bisognerà probabilmente fare i conti per i prossimi venti anni“.


Il generale ha aggiunto che c’è una crescente presa di coscienza tra i vertici militari degli Stati Uniti e della Nato che “questa rappresenta una crisi reale”. Per Dempsey l’emergenza legata agli immigrati è stato l’argomento più importante discusso dai leader militari di Washington e della Nato nei mesi scorsi. “Il Sud dell’Europa ha come la sensazione di non avere abbastanza sostegno per questa sfida“, ha poi aggiunto, “mentre i leader dell’Europea centrale e settentrionale pensano che sia un problema che deve essere affrontato al Sud. Credo comunque che ci stia cominciando a essere un po’ di consapevolezza che questa è una crisi reale

Per Dempsey la foto shock del bambino siriano di tre anni morto annegato su una spiaggia turca è diventata il simbolo di questa emergenza, su cui nessuno può ormai far finta di chiudere gli occhi. Immagini che per il generale statunitense sono non molto dissimili dal terribile attacco con colpi di mortaio contro un mercato di Sarajevo del 1995. A seguito di questo episodio si decise per un intervento della Nato in Bosnia che come noto fece più morti tra i civili di quanti ne avrebbe fatta la normale contesa da guerra civile che imperversava in quegli anni nell’ex Jugoslavia.

Ricordo che il mondo si fermò e puntò gli occhi su Sarajevo“, ha aggiunto il capo di Stato maggiore. “Oggi, mentre siamo qui seduti, ci sono 60 milioni di rifugiati nel mondo, 42mila famiglie al giorno secondo le Nazioni Unite, e l’impressione è che non ci sia il livello di interesse per la situazione come accadeva invece con l’incidente di Sarajevo di venti anni fa“. “Il mio personale giudizio su questo“, ha detto Dempsey, “è che dobbiamo guardare a queste situazioni sia unilateralmente che con gli alleati come un problema generazionale e organizzare noi stessi e le nostre risorse a un livello sostenibile per affrontarle per i prossimi venti anni

Il generale ha poi affermato di essersi preso a cuore la questione dei rifugiati sin dall’inizio del suo mandato (1° ottobre 2011).

Dempsey lascerà il suo incarico, per scadenza naturale, il prossimo mese e sarà sostituito dal generale Joseph Dunford.

Giuseppe Maneggio

 

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