Roma, 9 dic – Dopo aver rilanciato solo qualche giorno fa la possibilità di una escalation nucleare, il presidente russo Vladimir Putin torna sul conflitto russo-ucraino aprendo ad una mediazione e parlando di un “accordo inevitabile”.

Cos’ha detto Putin

Intervenendo a margine di una riunione dei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) e della Comunità degli Stati indipendenti (Csi), Putin ha avuto l’occasione di delineare un quadro generale sulla situazione della guerra in Ucraina. Il presidente russo punta il dito contro l’Europa e l’Occidente, colpevoli di stare “fomentando intenzionalmente il caos, esacerbando la situazione internazionale” e di aver trasformato l’Ucraina in una “colonia”. Ha poi riservato un attacco ad Angela Merkel, che aveva definito gli accordi di Minsk come “un tentativo di dare più tempo all’Ucraina”, commentando: “È stata una grande delusione, ho sempre pensato che la dirigenza della Repubblica Federale tedesca fosse sincera con noi”. Da ciò Putin trae alcune considerazioni. La prima sulla mancanza di fiducia verso i propri interlocutori, nonostante affermi successivamente: “Alla fine dovremo negoziare, ho detto molte volte che siamo pronti per un accordo, anche se questo ci porta a porci delle domande sulle persone con cui abbiamo a che fare”. La seconda sull’opportunità della guerra: “Abbiamo preso la decisione corretta nel lanciare un’operazione militare speciale”. E rilancia: “A quanto pare ci siamo decisi ad agire tardi”. Proprio riguardo al fronte bellico ha ammesso le difficoltà: “Persistono problemi logistici”.

L’incontro a Istanbul tra Usa e Russia

Insomma, le parole di Putin lasciano intravedere una certa stanchezza da parte russa o almeno un atteggiamento di difesa. Il presidente russo ha anche discusso del possibile price cap europeo, minacciando di tagliare la produzione di petrolio nel caso di una sua approvazione. Intanto a Istanbul sono andate in scena prove di disgelo tra gli apparati russi e quelli americani. Nella metropoli turca si sono incontrati oggi alcuni funzionari dei due Paesi, formalmente per trattare il tema del funzionamento delle rispettive missioni diplomatiche, ma che appare un tentativo per riaprire il dialogo tra Usa e Russia.

Michele Iozzino

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