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Mosca, 13 dic – Aleksandr Solzhenitsyn era un vero patriota, parola di Vladimir Putin. Il presidente russo ha inaugurato a Mosca una statua dedicata allo scrittore Premio Nobel per la letteratura nel 1970, di cui l’11 dicembre ricorreva il centenario della nascita, affermando che Solzhenitsyn “nel suo esilio non ha mai permesso a nessuno di parlare male o con sufficienza della sua madrepatria“. Inoltre Putin ha ricordato che il Premio Nobel ha sempre combattuto la russofobia.
La statua dell’autore del famosissimo “Arcipelago Gulag”, che ha denunciato le atrocità commesse dal regime sovietico e ha posto le basi per la rinascita della Russia così come la intende Putin, è stata creata dallo scultore Andrei Kovalchuk, e si trova nel quartiere Taganka. Il centenario della sua nascita è passato quasi sotto silenzio nel mondo, ma Putin ha sottolineato che “la cosa più importante è che la voce di Solzhenitsyn continui a risuonare, che i suoi pensieri e le sue idee risuonino nei cuori e nelle menti della gente”.
Dopo l’esilio, avvenuto a partire dal 1974 per 30 anni, Solzhenitsyn si stabilì nel Vermont e tornò in patria solo nel 1994, accolto da una folla festante. Di Mosca, dove morì nel 2008, riconobbe le difficoltà incontrate a vivere nel mondo per la Russia dopo l’uscita dal comunismo.
Putin, nel corso della cerimonia di inaugurazione della statua, ha ricordato il suo incontro con Solzhenitsyn, avvenuto un anno prima della morte dello scrittore, che ha sempre mantenuto per tutta la sua vita una posizione fortemente nazionalista. Solzhenitsyn non ha mai criticato Putin, anzi, e gli ha sempre riconosciuto l’onore di essere stato in grado di ricostituire un Paese forte e con una salda identità nazionale.
Non a tutti, però, Solzhenitsyn, è gradito. Lo scorso anno, i “Giovani comunisti rivoluzionari” lo hanno accusato pubblicamente essere un “collaboratore intellettuale” dei nazisti. Un traditore. Per questo fu accesa la loro protesta quando si decise di inaugurare un bassorilievo con l’immagine di Aleksandr Solzhenitsyn sul palazzo di Mosca dove lo scrittore abitava e dove venne arrestato dalla polizia sovietica nel 1974.
Anna Pedri

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