Roma, 17 set – Vladimir Putin parla in modo esplicito di pace. Di fine del conflitto in Ucraina, per lo meno, come riporta l’Ansa.

Putin e la pace: “Kiev rifiuta i negoziati”

Dopo le difficoltà delle ultime settimane, Putin parla di pace. Non si sa quanto sia dipendente dalla situazione, ma è abbastanza irrealistico pensare che il leader del Cremlino si sia ridimensionato alle prime difficoltà tecniche. Anche perché, dopo i richiami alla fine del conflitto, il presidente russo ribadisce la necessità di “non avere fretta” (ovviamente, non possiamo sapere quanto sia un’affermazione puramente estetica o meno) e accusa l’Ucraina di non volerne sapere. Citato da Interfax, Putin sostiene quindi di voler far finire la guerra in Ucraina “il prima possibile”, accusando però Kiev di rifiutare i negoziati. Nessun cambio di prospettive sulla cosiddetta “operazione speciale militare”, che “non subirà correzioni”, perché la Russia “non ha dretta” di raggiungere obiettivi che restano immutati. La posa c’è, indubbio. Come è indubbio che non ci sia motivo di accusare Kiev se la si vuole veramente chiudere.

“Risponderemo seriamente se l’Ucraina ci danneggia ancora”

Finora, per il presidente russo, la risposta dell’esercito è stata contenuta contro i “tentativi dell’Ucraina di danneggiare le infrastrutture russe”, ma “la risposta sarà più seria se essi continueranno”. L’accusa a Kiev è di aver attaccato le centrali nucleari russe. Infine, le accuse all’Occidente, che per Putin ha bramato per decenni il collasso della Russia. L’operazione militare speciale in Ucraina è iniziata, dice il leader russo, per quello: evitare che si creasse uno spazio “da usare per fare vacillare” Mosca.

Alberto Celletti

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